In Francia aumento del 30% degli atti antisemiti nel 2019, varata legge con multe salate per gli haters

Martedì 28 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati

In occasione del settantacinquesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio ad Auschwitz, la Francia, attraverso il ministero dell'Interno ha fotografato il fenomeno antisemita denunciando una crescita degli atti di odio, violenza e xenofobia. Un fenomeno che non si arresta e che è più che raddoppiato facendo preoccupare non solo la comunità ebraica, ma anche il mondo politico. Se il ministero dell'Interno aveva registrato nel 2018 496 episodi razzisti e antisemiti su tutto il territorio nazionale, l'anno scorso gli episodi sono arrivati a 1142. Un aumento  del 130 per cento. Ad avere accresciuto il numero statistico sono state soprattutto le minacce e le frasi contenenti gravissime offese spesso diffuse attraverso i social. Suddividendo i dati raccolti, l'aumento dell'antisemitismo, è stato del 27%:  da 541 a 687 episodi.

A luglio è stata approvata in Francia la legge “anti haters” presentata in parlamento da una giovane deputata e avvocato, Laetitia Avia, più volte vittima di campagne di odio su Internet. «Quel che non è tollerato in strada non deve essere accettato su Internet», ha spiegato Avia, 33 anni, difendendo la proposta di legge votata da una larga maggioranza di deputati: 434 voti favorevoli, 33 contrari e 69 astenuti. Secondo la nuova normativa, i contenuti che incitano all’odio e alla discriminazione razziale, religiosa, di genere, sull’orientamento sessuale o sull’handicap dovranno essere eliminati entro 24 ore.

A spiegare nel dettaglio come funziona questa legge è stato l'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede che da tempo sta monitorando il fenomeno degli hate speech.

In Francia ora le piattaforme, i social network e i motori di ricerca che non si adegueranno vanno incontro a multe  fino al 4 per cento del fatturato, fino a un massimo di 1,25 milioni di euro.

La nuova legge francese prevede di istituire una giurisdizione speciale, con magistrati specializzati nel verificare e punire messaggi incriminati.Il progetto di legge è ispirato a una normativa già approvata in Germania. 

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