Legge elettorale: Germanicum, depositato il testo: proporzionale con soglia al 5%

Legge elettorale: Germanicum, depositato il testo: proporzionale con soglia al 5%
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Giovedì 9 Gennaio 2020, 14:16 - Ultimo aggiornamento: 17:20

Legge elettorale: si compone di 3 articoli il testo della legge, detta Germanicum,  depositato da Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali. «L'articolo 1 reca modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957 n. 361 che concerne il sistema di elezione della Camera dei deputati sopprimendo tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste. Sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole rispettivamente al 5 e al 15 per cento dei voti validi espressi, e viene introdotto il diritto di tribuna».

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«L'articolo 2 reca modifiche al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 che concerne il sistema di elezione del Senato della Repubblica. In analogia con le modifiche apportate al testo unico per l'elezione della Camera dei deputati sono stati eliminati tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste e sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole sul piano nazionale al 5 per cento e al 15 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione, e viene introdotto il diritto di tribuna. Nella regione Trentino - Alto Adige viene mantenuta la previsione di collegi uninominali accanto ad una quota 
proporzionale».

«L'articolo 3 conferisce al governo una nuova delega per la determinazione dei collegi plurinominali delle Camere specificando i relativi criteri e la procedura per l'adozione dello schema di decreto legislativo».

 

Che cosa cambia

«In estrema sintesi il testo Brescia è un intervento sulla legge Rosato che 1) elimina i collegi uninominali (tranne in Val D'Aosta e Trentino Alto Adige) e, quindi le coalizioni pre-elettorali facendo quindi diventare la competizione solo tra liste». Lo scrive Stefano Ceccanti del Pd su Fb. «2) alza la soglia di sbarramento nazionale -prosegue- oggi prevista in entrambe le Camere al 3 per cento fino al 5 per cento. 3) prevede un diritto di tribuna per le forze minori che ottengano alla Camera tre quozienti in almeno due Regioni e al Senato in una Regione. Diritto di tribuna significa che chi arriva a quella soglia si tiene i seggi presi coi quozienti pieni. Il resto resta invariato, a partire dalle liste bloccate corte».

Sono 391 i seggi assegnati con metodo proporzionale, con soglia del 5%, con un meccanismo che permette il diritto di tribuna. È il Germanicum, il sistema elettorale ispirato al modello tedesco, depositato dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S). La proposta cancella i collegi uninominali del Rosatellum e ne utilizza i 63 collegi proporzionali e le 28 circoscrizioni. Il partito che non supera il 5% nazionale, ma ottiene il quoziente in 3 circoscrizioni in 2 Regioni ottiene seggi.

Salvini:
«Pd ha nostalgia dei ribaltoni e della vecchia politica». «Legge elettorale, il Pd ha nostalgia della vecchia politica e dei ribaltoni e vuole tornare al proporzionale: lasciamo decidere agli italiani, si faccia il referendum per una legge maggioritaria moderna ed efficiente, chi vince governa senza trucchi». Così il segretario della Lega Matteo Salvini.

FdI:
«Germanicum è uno scempio». «Il sistema elettorale proporzionale depositato dal presidente Brescia è lo stesso che in Germania ha portato ad un inciucio permanente. È un ritorno alla palude della Prima Repubblica, senza però avere nemmeno quella preparazione politica nei protagonisti, e punta a consentire a M5S e Pd di poter rientrare dalla finestra quando con il voto i cittadini li faranno uscire dal portone principale dei palazzi che contano. Fratelli d'Italia si batterà in aula e fuori per impedire questo scempio e ribadisce che il sistema maggioritario era e resta la migliore soluzione soprattutto se accompagnato dalla madre di tutte le riforme: il presidenzialismo». Lo dichiarano in una nota congiunta Emanuele Prisco e Giovanni Donzelli, deputati di Fratelli d'Italia e componenti Fdi in commissione Affari Costituzionali.

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