Lega e fondi russi, Vannucci: «Il Francesco del Metropol sono io, fu incontro d'affari»

Martedì 16 Luglio 2019
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Lega-Russia, Francesco: «Anche io nell'hotel di Mosca, tutto regolare»

«Complesse, difficili, lunghe, laboriose e internazionali». Il procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco descrive così le indagini sulla presunta trattativa sul petrolio, poi sfumata, che avrebbe dovuto portare fondi russi alla Lega e nelle quali Gianluca Savoini, il presidente dell'associazione Lombardia-Russia, unico indagato per corruzione internazionale e ieri convocato dai pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Indagini che, mentre viene allo scoperto il terzo italiano presente all'incontro, stanno cercando di far luce su chi fosse presente effettivamente la mattina del 18 ottobre scorso nella hall dell'hotel Metropol di Mosca.

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Inchiesta nella quale, poi, come ha detto il capo della Procura, non è «assolutamente» necessario sentire il vicepremier e segretario del Carroccio Matteo Salvini. All'indomani del 'silenzio' di Savoini - una linea decisa in quanto, sintetizzando le parole del suo legale, Lara Pellegrini, al momento di carte da studiare e su cui fondare una concreta difesa non ce ne sono e «noi preferiamo confrontarci sulle prove raccolte dal pm» - spunta il terzo italiano, il tale «Francesco», citato nell'ormai nota registrazione pubblicata dal sito americano BuzzFeed: di cognome fa Vannucci, ha 62 anni ed è di Suvereto, in provincia di Livorno. Ha lui stesso contattato l«ANSA dicendo di essere stato presente al meeting nell'albergo moscovita »in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l'avvocato Gianluca Meranda«, il legale romano che nei giorni scorsi era già venuto allo scoperto, e ha aggiunto: »Lo scopo dell'incontro era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non ci sono state situazioni diverse rispetto a quelle previste dalle normative che disciplinano i rapporti di affari«.

Il professionista si è anche lasciato andare ad uno sfogo: »Sono profondamente dispiaciuto di essere indicato in modo a volte ironico, a volte opaco, con lo pseudonimo di 'nonno Francescò«. »Confido nella serietà della magistratura italiana nel capire le chiare dinamiche di questa vicenda«, ha aggiunto Francesco Vannucci, dicendosi anche profondamente rammaricato di dover mettere a rischio la privacy sua e della sua famiglia. Non ha voluto, però, rispondere alle domande dell'agenzia Ansa sui temi dell'incontro del Metropol. Così come per l'avvocato Meranda, anche Vannucci dovrebbe essere prima identificato e poi - dopo le necessarie verifiche per capire se fosse davvero tra le sei persone (c'erano anche tre russi) che hanno preso parte all'incontro - convocato (non si sa se anche lui come persona informata sui fatti o indagato) nei prossimi giorni. I nuovi interrogatori potrebbero contribuire alla ricostruzione quantomeno del contesto su cui i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf stanno lavorando, anche grazie a documenti e foto acquisiti o da acquisire (in questi giorni si parla anche di un ulteriore audio).

Insomma, con nuove audizioni e altri accertamenti si potrebbe capire di più su quanto accaduto nel lussuoso e storico albergo non molto distante dalla piazza Rossa: una trattativa, stando all'audio, che, secondo l'accusa, doveva portare molto denaro nelle casse della Lega e garantire una 'retrocessione' di soldi agli interlocutori russi. Un affare che però non è mai andato in porto.
 

Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 12:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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