Lega pigliatutto, 3 milioni di voti in più: M5S ne perde sei

Martedì 28 Maggio 2019 di Diodato Pirone

I dati parlano chiaro: rispetto alle politiche 2018 la Lega ha guadagnato 3,4 milioni di voti (+59%) ed è passata da 5,7 milioni a 9,1 milioni di preferenze. I 5Stelle hanno subito un deflusso devastante perdendo ben 6,3 milioni di voti. nel 2018 i consensi pentastellati erano a quota 10,8 milioni, domenica sono scesi a quota 4,5 milioni. L'affermazione del Pd è notevole sul piano delle percentuali ma molto meno brillante su quella dei numeri assoluti. Rispetto al 2018 i Dem sono stati votati da 100.000 italiani in meno. La cosa si spega perché aalle politiche hanno votato molti più italiani rispetto alle europee. Un anno fa 34 milioni di elettori hanno deposto le schede nelle urne mentre alle europee sono stati solo 27,6 milioni.
Il bottino di 9 milioni di voti per Matteo Salvini da dove è arrivato? Innanzitutto dai 5Stelle ma anche da Forza Italia che ha dimezzato i voti rispetto al 2018 perdendone per strada ben 2,3 milioni.

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LE MOTIVAZIONI
I dati di analisi dei flusso di voto (formulati da SWG), dei mutamenti nei blocchi sociali e delle motivazioni di scelta elettorale, aiutano a tratteggiare il quadro. Come detto M5S perde 6 milioni e 180mila voti (1 milione e 700mila al Sud, più di 1 milione a Nordovest, Nordest e Centro Italia e 944mila nelle Isole). Rispetto al 2018 il partito di Di Maio ha ottenuto la riconferma della fiducia solo dal 38% dei votanti. Un altro 38% opta per l'astensione, il 14% trasloca sulla Lega e il 4% sceglie il Pd.
Lo smottamento elettorale è maturato su tutta la linea. «M5s perde al Sud e lungo tutto lo stivale, ma, soprattutto, perde per strada pezzi importanti del suo blocco sociale - spiega Enzo Risso, direttore della SWG - Lascia sul campo, ad esempio, i giovani: lo abbandonano il 15% dei Millennials (in parte conquistati da Lega e Pd) e il 25% dei ragazzi della Generazione Z. Perde parte degli operai (con un meno 20%) e vede assottigliare i consensi nei ceti sociali medio-bassi. In uscita anche una parte di quella middle class urbana e professionale che aveva scelto M5s per la sua spinta antisistema (-14%)».
Fin qui il crollo M5S. ma cosa ha determinato lo sofndamento della Lega?

IL TRAINO
In primo luogo c'è il ruolo di indubbio traino del suo leader: il 76% di quanti hanno votato per la Lega sottolinea l'importanza e il ruolo di Salvini (il ruolo di Di Maio sul voto a M5s è del 46%).
La Lega conquista il 17% dei nuovi voti da M5s, mentre sottrae a Forza Italia il 10% dei consensi. Il partito di Salvini, rispetto al 2018, conquista tre milioni di voti (7,4 milioni di votanti in più rispetto al 2014), aumentando i consensi in tutte le aree del Paese: + 897mila a Nordovest, + 686mila a Nordest, + 810mila al Centro, + 828mila a Sud e + 236mila nelle Isole.
La Lega, con questa tornata elettorale, diviene un partito nazionale, con il suo centro propulsore al Nord (40% dei consensi in media), un peso importante al Centro (33,5%), al Sud (23,5) e nelle Isole (22,4%).
Per il Pd, il quadro è quello di una sostanziale tenuta rispetto al 2018 (è il partito con il maggior tasso di riconferme di voto: 68%). In termini di flussi di voti, il partito guidato da Zingaretti, ha recuperato il 7% dei consensi da M5s, il 10% dall'astensione, il 6% dai partiti di sinistra e il 4% da quanti avevano votato per +Europa. Il Pd ha riconquistato un po' di Millennials (+6%) e di giovanissimi della generazione Z (+9%). Continua a non parlare con il mondo operaio (solo il 13% vota per il Pd), mentre ha ricominciato a ritessere il dialogo con i ceti poveri (+6%) e medio-bassi (+3%).
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Ultimo aggiornamento: 13:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA