GOVERNO

L’appello di Renzi
scuote il centrodestra
Moderati in crisi

Lunedì 21 Ottobre 2019
ROMA Il successo di Matteo Salvini, ormai 'asso pigliattutto’ nel centrodestra, scuote alle fondamenta Forza Italia, allargando drammaticamente il solco tra i 'lealisti’ ormai da anni vicini alla Lega, e l'ala moderata, assente a Piazza San Giovanni, sempre più all'angolo. All'interno dell'area 'filo-leghistà spiccano le parole di Licia Ronzulli, vicinissima al Cavaliere, secondo cui Forza Italia, con il suo Presidente Silvio Berlusconi, a San Giovanni «era dalla parte giusta». «Esiste una sola e solida alternativa al combinato disposto delle tasse e delle manette: il centrodestra unito - aggiunge Ronzulli - del quale Forza Italia è e sarà sempre il cuore». Detto questo, nel partito azzurro, tanti sembrano sempre più dilaniati da Opa ostili, sinora solo da destra, ora anche da sinistra, ad opera dei due Mattei: il «Capitano» negli ultimi mesi ha già attirato a sè gran parte di quello che fu l'elettorato del Cavaliere. Matteo Renzi, dalla Leopolda, lancia un invito esplicito «ai militanti e ai dirigenti di Forza Italia» a unirsi a lui e creare un soggetto 'macronianò.«A San Giovanni - osserva il leader di Italia viva - è finito un modello culturale di centrodestra, che io non ho mai votato, ma ha rappresentato per 25 anni l'area liberale del Paese. Capisco il disagio di dirigenti e militanti di Forza Italia. A chi crede ci sia spazio per un'area liberale e democratica dico venga a darci una mano. Italia Viva è aperta». Appello respinto al mittente ovviamente dalle due capigruppo, Annamaria Bernini e Mariastella Gelmini, presenti, con il loro entusiasmo, sotto il palco di San Giovanni. «Renzi - ironizza Gelmini - stia sereno: Forza Italia, i suoi dirigenti e i suoi militanti sono solidamente ancorati nel centro-destra e non si faranno abbindolare dai mille giri di valzer del fiorentino». Netta Annamaria Bernini: «»Renzi è stupefacente, la sua Opa lanciata sull'elettorato di Forza Italia è solo un'illusione ottica, un tentativo destinato a fallire«. Respinge al mittente le sirene renziane anche Osvaldo Napoli, un dirigente azzurro moderato, assente in Piazza, da sempre molto critico nei confronti dei sovranisti di casa nostra. »È evidente che oggi l'offerta di Matteo Renzi sia da respingere con forza: chi è alleato di governo con i Cinque Stelle e Leu, e addirittura ha dato un contributo essenziale alla nascita di questo esecutivo - sottolinea Napoli - non può chiedere un accordo a Forza Italia«. Ma il dibattito interno a FI e le sue difficoltà nei sondaggi rilanciano i rumors sull'esisternza di un gruppo di »responsabili« disposti ad aiutare il governo Conte pur di evitare di andare al voto anticipato. Tanti esponenti del centrodestra scommettono che il momento vero in cui il Conte 2 rischia l'implosione non sarà in sede di approvazione della manovra, ma qualche settimana dopo, a fine gennaio, dopo il voto regionale dell'Emilia Romagna. Un'eventuale sconfitta del centrosinistra potrebbe terremotare il Pd e a cascata la maggioranza. Certamente la prospettiva di poter comunque eleggere il prossimo Presidente della Repubblica e decidere centinaia di nomine sarà un collante importante per i giallorossi - si ragiona nell'opposizione - tuttavia un tracollo nella roccaforte storica della sinistra potrebbe aprire scenari inediti. E c'è chi, tra gli azzurri, rilancia la vecchia ipotesi del Cavaliere: un governo di larghe centrodestra appoggiato da una pattuglia di »responsabili« ex pentastellati. Ma al di là delle varie ipotesi, una cosa è certa: il combinato disposto dei sondaggi in calo e il taglio delle poltrone rende difficilissima la strada della rielezione per moltissimi parlamentari in carica: una ragione fortissima perchè alla fine questi stessi facciano di tutto pur evitare le urne e concludere la legislatura a scadenza naturale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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