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Lazio arancione, scuole aperte. Lombardia rossa, altro stop. Toscana verso la chiusura, Veneto in bilico: ecco i colori

Lazio arancione, scuole aperte. Lombardia rossa, altro stop. Toscana verso la chiusura, Veneto in bilico: ecco i colori
di Diodato Pirone
5 Minuti di Lettura
Giovedì 25 Marzo 2021, 23:06 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 17:39

Con un Rt, l’indice di velocità del contagio, leggermente inferiore alla mitica “quota 1”, da lunedì il Lazio dovrebbe tornare in fascia arancione permettendo a centri commerciali e negozi di abbigliamento di riaprire. Ma soprattutto - sempre se l’arancione sarà confermato - la Regione firmerà un’ordinanza per riaprire in tutta la Regione gli asili e scuole primarie e medie. Resteranno chiuse invece anche nella settimana prima di Pasqua le superiori che riapriranno solo dopo le vacanze, se i dati lo consentiranno. In caso di riapertura delle superiori, la Regione Lazio darà agli studenti la possibilità di effettuare gratuitamente tamponi rapidi di massa.

La Lombardia invece secondo valutazioni che trapelano dalla stessa Regione, lunedì dovrebbe restare in rosso, fascia nella quale approderà forse oggi stesso per propria decisione la Valle d’Aosta di fronte ad una impennate dei contagi in alcuni villaggi che fa svettare l’Rt a quota 1,75. In bilico fra arancione e rosso sembrano infine Veneto, Toscana e Calabria che hanno dati molto vicini al limite della media dei 250 contagi settimanali su 100.000 abitanti. Tutto dipenderà dalle valutazioni della Cabina di regia che si riunirà oggi, come tutti i venerdì, per verificare l’andamento della pandemia Regione per Regione sulla base dei famosi 21 parametri che ci accompagnano ormai da molti mesi.

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Micro oscillazioni

Il parametro più importante, l’Rt, oscilla per molte Regioni sul confine fra “zona rossa” e “zona arancione” e quindi molto dipenderà dal livello di occupazione dei letti di terapia intensiva (e la Lombardia è su una quota superiore al 50%) e dalla valutazione della capacità di risposta dei sistemi sanitari locali.
Si sa però - lo ha confermato il professor Roberto Battiston dell’Università di Trento - che l’Rt nazionale oscilla intorno a “quota 1” anche se i contagi non accennano a scendere e in alcune province, come Brescia e quelle delle Marche, gli ospedali sono al limite delle loro capacità.

L’attesa nelle Regioni è forte ma non spasmodica perché già si sa che a Pasqua tutta l’Italia tornerà in rosso. «Le proiezioni di cui disponiamo è di un Rt ai limiti della zona arancione e abbiamo una incidenza ancora intorno ai 250 casi ogni 100 mila abitanti. Le legge prevede che questi parametri debbano rientrare sotto soglia per cambiare zona, stiamo aspettando le attribuzione dei parametri», ha spiegato ieri il presidente del Veneto Luca Zaia. «Noi siamo a 248 nuovi casi su 100 mila abitanti e abbiamo un Rt di 1,09-1,10, quindi dovremmo rimanere in zona arancione», ha detto ieri mattina a Radio24 il presidente della Toscana Eugenio Giani. Sotto attenta osservazione anche i dati della Calabria.

Non resta che attendere l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che sarà firmata oggi e entrerà in vigore lunedì. Come detto, le “promozioni” o le “recessioni” di fascia della prossima settimana hanno effetti piuttosto limitati perché dal 3 al 5 aprile tutta Italia tornerà in rosso per comprimere al massimo gli spostamenti durante le festività pasquali. Nelle zone arancioni del resto i bar e ristoranti restano chiusi e forse l’apertura più attesa per chi è reduce dal “rosso” è quella dei parrucchieri e dei centri estetici.

L’attenzione dell’opinione pubblica in realtà è tutta spostata sul dopo-Pasqua e sul mese di aprile. Mese durante il quale finalmente le vaccinazioni dovrebbero decollare fini ad arrivare a 500 mila al giorno nella settimana di passaggio con maggio.

Le regole attuali sono state fissate in un decreto legge che ha un orizzonte temporale valido fino al 7 aprile e dunque la domanda d’obbligo è chiara: cosa succederà dopo? Il governo è orientato a tentare di aprire le scuole primarie se i dati della pandemia lo permetteranno. La misura dovrebbe scattare anche nelle Regioni in fascia rossa.

Ma al momento si tratta più di una suggestione che di un progetto vero e proprio. Sia nell’esecutivo che fra i membri del Comitato Tecnico Scientifico è forte il “partito rigorista” che preferirebbe puntare su un ultimo sforzo per tenere al livello più basso possibile i contagi in vista dell’esplosione della campagna vaccinale attesa da dopo il 20 aprile, quando dovrebbero arrivare anche in Italia le fiale monodose del vaccino della Johnson&Johnson. 

 

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