ELEZIONI EUROPEE 2019

Ue, il Ppe verso la presidenza
della Commissione, ma i tedeschi
puntano anche la Bce

Giovedì 27 Giugno 2019
 BRUXELLES Spunta una possibile soluzione di compromesso per la presidenza della Commissione Europea. La partita delle nomine è bloccata dalla questione degli Spitzenkandidaten, i candidati di punta dei partiti europei, nessuno dei quali avrebbe la maggioranza nel Parlamento Europeo (il presidente della Commissione viene indicato dal Consiglio Europeo, ma deve ottenere la maggioranza nell'Aula), perché Socialisti e Liberali non intendono votare lo Spitzenkandidat del Ppe, il bavarese Manfred Weber, e i Popolari, ovviamente, non intendono sostenere lo Spitzenkandidat dei Socialisti, l'olandese Frans Timmermans, né quella dei Liberali, la danese Margrethe Vestager (che è una Spitzenkandidatin atipica perché faceva parte di un gruppo di personalità eminenti indicate dall'Alde). In vista del Consiglio Europeo di domenica sera, che potrebbe protrarsi per la giornata di lunedì e che dovrebbe individuare un candidato alla presidenza della Commissione, una possibile soluzione di compromesso inizia a circolare nel Parlamento Europeo. È chiaro, si ragiona, che se si facesse scoppiare in questo momento un conflitto interistituzionale tra il Consiglio Europeo e il Parlamento sugli Spitzenkandidaten, che capirebbe solo chi vive nella 'bollà bruxellese ma che risulterebbe incomprensibile alla grande maggioranza dei cittadini Ue, non si renderebbe un buon servizio alla causa europea, che già non sta passando uno dei suoi momenti migliori. Il principio del 'candidato di puntà, che si è affermato, non senza fatica, nel 2014 con l'elezione di Jean-Claude Juncker, che era lo Spitzenkandidat del Ppe, potrebbe in qualche misura venire salvaguardato con una soluzione di compromesso, che consisterebbe nel nominare presidente della Commissione un esponente del Ppe (che resta il primo partito dell'Emiciclo) diverso da Manfred Weber, in grado di agglutinare una maggioranza in Parlamento, accompagnato dalla nomina di quattro vicepresidenti: Manfred Weber, Margrethe Vestager, Frans Timmermans, cioè gli Spitzenkandidaten di Ppe, Liberali e Socialisti, più un vicepresidente dei Verdi.
 Negoziati per formare maggioranza avanti fino a 12 luglio (Adnkronos) - Quest'ultimo non potrebbe essere la 'Spitzenkandidatin' Ska Keller, che è tedesca come Weber (ogni Stato membro ha un commissario), ma dovrebbe essere un Verde indicato da uno dei Paesi Ue in cui gli ecologisti sono al governo (Danimarca, Finlandia, Svezia e Lussemburgo). Questa ipotesi consentirebbe una via d'uscita elegante all'impasse che si è venuta a creare, in attesa di introdurre le liste transnazionali, che renderebbero gli Spitzenkandidaten una cosa più concreta, rendendoli votabili nei singoli Paesi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato più volte che gli Spitzenkandidaten senza le liste transnazionali a suo parere non hanno senso. Intanto, i negoziati tra i quattro partiti che dovrebbero formare la maggioranza non sono ancora finiti: sono andati avanti ieri sera fino a tarda ora e continueranno fino al 12 luglio, cioè la settimana prima della seconda plenaria di luglio, a Strasburgo, quella che dovrebbe eleggere il presidente della Commissione Europea. In questo modo, la maggioranza avrà un programma da sottoporre al candidato alla presidenza della Commissione, che dovrebbe essere eletto nella plenaria del 15-18 luglio, se tutto va secondo i programmi. Per il copresidente dei Verdi Philippe Lamberts, «serve una maggioranza stabile: se non ne abbiamo una, i veri decisori saranno i populisti, che voteranno sul commercio con la sinistra e sulle migrazioni con il Ppe: vogliamo che vada così?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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