EUROPA

Tria e la procedura Ue:
cerchiamo ragionevole
intesa con la Commissione

Martedì 11 Giugno 2019
Giovanni Tria

La ROMA «L'iniziativa della Commissione di riesaminare la posizione italiana» sul rispetto della regola del debito «fa parte delle normali procedure di sorveglianza previste dal Trattato e non è in contraddizione con l'accordo di fine 2018». Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria nell'informativa sull'eventuale procedura Ue in Aula alla Camera, sottolineando che la Commissione era «sostanzialmente tenuta» a preparare il Rapporto sul debito nel quale si ritiene giustificata l'infrazione. «In termini procedurali - ha ricordato il ministro - la questione passa ora al Comitato Economico Finanziario dell'Unione (CEF) che si riunisce oggi. Se il CEF approverà le conclusioni della Commissione e non interverranno nuovi sviluppi, la decisione verrà rimessa al Consiglio dell'Unione Europea». Ma l'Italia, ha sottolineato più volte e in chiusura del suo discorso, è pronta a cercare «un ragionevole punto d'incontro» e ad aprire una fase di dialogo per trovare un accordo per evitare la procedura.
Tria, nel corso dell’informativa alla Camera, ha anche sottolineato che è interesse del governo «normalizzare definitivamente le condizioni del nostro mercato dei titoli di Stato, la cui solidità è fondamentale non solo per i risparmiatori e le istituzioni finanziarie, ma anche e soprattutto per una vera ripresa dell'economia». 
 

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