MATTEO SALVINI

Manovra, sindacati in pressing
su governo. Tre incontri
per cercare di cambiare il testo

Sabato 8 Dicembre 2018
ROMA  Più attenzione sulla crescita e sul lavoro: le risposte previste dalla manovra «non sono sufficienti», dicono Cgil, Cisl e Uil, e visto che la prossima legge di bilancio è «ancora un libro bianco» c'è la possibilità e la necessità di cambiare rotta. I sindacati vanno in pressing sul governo, in vista del tavolo convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lunedì a Palazzo Chigi. Un tavolo al quale, nell'arco di tre giorni, se ne affiancano altri due, con le imprese, guidati invece dai due vicepremier. Il primo, domani, è infatti convocato al Viminale dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, con le 12 associazioni imprenditoriali (che lunedì scorso avevano protestato a Torino per il sì alla Tav e contro la manovra), a partire da Confindustria con il presidente Vincenzo Boccia protagonista negli ultimi giorni di un duro botta e risposta sintetizzato da «il 100% di Confindustria è contro questa manovra». Martedì 11 toccherà alle piccole e medie imprese con il tavolo permanente per le Pmi avviato dall'altro vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Nella stessa giornata, sempre al Mise, il tavolo sull'auto. Lunedì 10, invece, la volta dei sindacati per il primo confronto del governo con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla manovra. Un tavolo che arriva dopo il primo ok dalla Camera alla legge di bilancio, ma in vista delle modifiche più sostanziose attese al Senato. Dall'incontro «ci aspettiamo un confronto vero e non rituale sulle questioni della crescita e del lavoro», dice all'ANSA la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: «È importante che il presidente del Consiglio ed il governo abbiano riconosciuto finalmente l'importanza di aprire un dialogo con il sindacato tanto più che la manovra è ancora un libro bianco e sono in discussione provvedimenti importanti che riguardano la vita ed il futuro di milioni di lavoratori, pensionati e famiglie». E su cui, a partire da occupazione e giovani, pensioni e fisco, c'è una piattaforma unitaria messa a punto quasi due mesi fa da Cgil, Cisl e Uil e che lunedì sarà «consegnata» a Conte. L'incontro arriva «meglio tardi che mai», commenta il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. «Spero che ascoltino le nostre proposte e accolgano le nostre rivendicazioni per il bene dei lavoratori, dei pensionati e del Paese. La nostra priorità è far crescere il Paese» e, «se il governo vuole farsi aiutare, siamo disponibili a dare il nostro contributo», rimarca il leader della Uil. Sviluppo e lavoro, ribadisce la Cgil, «sono due chiavi essenziali, ma purtroppo non si prevedono risposte sufficienti a contrastare le disuguaglianze sociali e territoriali, la disoccupazione, in particolare giovanile e femminile, a recuperare gli investimenti perduti». Nella piattaforma unitaria, approvata dagli esecutivi unitari il 22 ottobre scorso, Cgil Cisl e Uil hanno indicato le priorità per la legge di bilancio, giudicandola «inadeguata»: si punta sul lavoro e sulla crescita, partendo dalla richiesta di aumentare gli investimenti, sostenere i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, cambiare la legge Fornero e stabilire una flessibilità in uscita a 62 anni, insieme ad una pensione di garanzia per i giovani, e rinnovare tutti i contratti del pubblico impiego. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Il senso del Papa al Messaggero

Colloquio di Virman Cusenza e Alvaro Moretti