L'Italia felix vista solo da Di Maio

Sabato 12 Gennaio 2019 di Osvaldo De Paolini
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Io credo possa esserci un nuovo boom economico come negli anni ‘60, allora avevamo le autostrade e ora la nuova sfida sono le autostrade digitali». La previsione espressa dal ministro Luigi Di Maio in occasione degli Stati generali di Consulenti del lavoro, è appunto una previsione. Più che legittima, naturalmente, soprattutto se viene dal ministro dello Sviluppo Economico che per definizione dovrebbe essere colui che maggiormente è titolato ad anticipare i trend di crescita del Paese.

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In verità, il ministro Di Maio ci ha abituato alle sue visioni surreali delle dinamiche industriali e dell’utilità degli indicatori di tendenza, dipingendoci un’Italia felix che non teme le evoluzioni dello spread e l’opinione dei mercati sul merito delle leggi di Bilancio. Peccato che la previsione del ministro giunga in contemporanea con una dichiarazione dell’Istat sul crollo della produzione industriale che gela ogni ottimismo e che anzi apre un varco ampio all’ingresso dell’Italia in zona recessione con prospettive anche peggiori per il prosieguo dell’anno. Da dove trae allora Di Maio tanto ottimismo? Forse gli avranno sottoposto un recente studio di Unimpresa che anticipa effettivamente un boom per quest’anno, ma si tratta dell’esplosione del lavoro nero a causa del Reddito di cittadinanza. Sempre di boom si tratta.
Ultimo aggiornamento: 07:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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