La guida del G20 affidata all’Italia nell’anno cerniera

La guida del G20 affidata all Italia nell anno cerniera
di Fabrizio Pagani e Davide Cichero
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Lunedì 23 Novembre 2020, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 11:11

Ieri, con l’adozione del comunicato finale, si è ufficialmente concluso il Vertice G20 di Riad. Alla foto di famiglia che tradizionalmente accompagna l’incontro annuale dei Capi di Stato e di Governo delle più grandi economie del pianeta, si è sostituita la proiezione digitale delle loro immagini sulle rovine di Dir’iyya, la città di origine della dinastia saudita. Al centro stava l’immagine del Re Salman bin-Abdulaziz Al Saud.

Al Saud è presidente di turno del Gruppo, figura affiancata da quelle dei premier giapponese e italiano, rispettivamente presidenza passata e futura del G20. A causa delle restrizioni agli spostamenti internazionali legati alla pandemia, il vertice è stato tenuto in formato interamente virtuale, così come gran parte delle riunioni sotto presidenza saudita, con non poche ripercussioni sul processo G20. Si immagini negoziare un comunicato via Zoom... Anche i temi delle discussioni del G20 sono stati fortemente condizionati dalla crisi del da Covid. L’Arabia Saudita ha infatti dovuto rivedere la propria agenda e aggiornarla alla luce della pandemia. La presidenza saudita può senz’altro vantare di essere riuscita a mantenere il G20 in vita e a radunare tutti i membri del Gruppo. Perfino Donald Trump ha fatto una fugace apparizione al vertice. Si consideri che nel 2020, per la prima volta dal 1975, il Vertice G7, quest’anno a presidenza americana, non si è tenuto. Ciononostante, il G20 di Riad ha risentito inevitabilmente del contesto geopolitico del momento. Le forti tensioni tra alcuni membri del Gruppo – in primis Stati Uniti e Cina – e la riluttanza dell’amministrazione americana verso la cooperazione multilaterale, hanno reso il raggiungimento di deliverable concreti particolarmente arduo. Alcuni risultati sono però sicuramente degni di nota. Anzitutto, la Debt Service Suspension Initiative (DSSI), adottata dai ministri delle finanze e dai banchieri centrali del G20 per sospendere il servizio del debito ad alcuni Paesi in via di sviluppo fino a giugno 2021, permettendo loro di finanziare spese relative alla pandemia. Inoltre, sul fronte sanitario sono stati presi impegni per favorire l’accesso globale ai vaccini, senza tuttavia assumere, nonostante le pressioni europee, specifici impegni quantitativi in termini di risorse finanziarie dedicate. 

È tuttavia evidente come i Paesi abbiano risposto alla crisi del coronavirus attraverso misure domestiche, non veramente coordinate, con un ruolo del G20 di gran lunga inferiore rispetto a quello del 2008/09 in reazione alla crisi finanziaria globale.

Con l’1 dicembre l’Arabia Saudita passerà il testimone della presidenza del G20 all’Italia: è la prima volta per il nostro Paese. Il Vertice italiano si terrà a Roma il 30 e 31 ottobre 2021. Come annunciato dal premier Conte, tre priorità – riassunte in People, Planet e Prosperity – guideranno l’azione dell’Italia volta ad accompagnare il G20 verso una ripresa economica «più inclusiva, resiliente e sostenibile», sfruttando, tra le altre cose, le sinergie sul piano europeo derivanti dal Next Generation EU e dallo European Green Deal. 

Tuttavia, è già ora evidente come l’agenda del G20 italiano sarà ancora fortemente condizionata dalla risposta alla crisi legata al Covid – su vari fronti, in primis quello sanitario. Man mano che le prospettive di ottenere un vaccino contro il virus si fanno sempre più concrete, l’Italia dovrà infatti cercare di promuovere la cooperazione internazionale volta alla sua distribuzione e a favorirne un accesso equo a livello globale. 

Allo stesso tempo, l’Italia si troverà a detenere la presidenza del Gruppo in un “anno cerniera”, come recentemente sottolineato dall’ambasciatore Piero Benassi, consigliere diplomatico del presidente del Consiglio. 
Il 31 dicembre 2020 marcherà la fine del periodo di transizione di permanenza del Regno Unito nell’Ue a seguito della Brexit; ad oggi, non è chiaro se ciò avverrà in presenza di un accordo sulle future relazioni Ue-Uk. Proprio con il Regno Unito, che deterrà la presidenza del G7 nel 2021, l’Italia co-organizzerà la COP26 di Glasgow, la grande conferenza sui cambiamenti climatici.

Inoltre, gennaio segnerà il debutto dell’amministrazione Biden negli Stati Uniti, che potrebbe avere un atteggiamento più favorevole alla cooperazione multilaterale, mentre nel corso del 2021 si terranno le elezioni federali in Germania nonché le elezioni parlamentari in Giappone. Sarà inoltre un anno pre-elettorale in alcuni Paesi del G20, come Australia, Brasile, Corea del Sud e Francia.
In questo quadro complesso, per il nostro Paese e per la sua radicata tradizione di multilateralismo, forte è la sfida di preservare la rilevanza del G20 come principale forum per la cooperazione economica internazionale.

 
* Global Head of Economics a Muzinich & Co, già Direttore Ocse e Sherpa G20
** Esperto di questioni globali, già Ufficio Sherpa G7/G20

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