Intercettazioni, Nordio: «Non ho mai detto che devono essere eliminate»

«Voglio che qualcuno mi dica che è tollerabile che escano sui giornali», ha ribadito il ministro

Intercettazioni, Nordio: «Non ho mai detto che devono essere eliminate»
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 13:03 - Ultimo aggiornamento: 13:44

«Non è vero che ho accusato i pm di aver diffuso le intercettazioni» ma «c'è stato un difetto di vigilanza», «quando usando questo strumento delicatissimo che vulnera, non vigili abbastanza per evitare che persone che non c'entrano nulla con le indagini vengano delegittimate». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, illustrando le linee programmatiche. «Il vulnus non ha colpito solo politici e amministratori, ma anche magistrati», ha ricordato, citando anche Loris D'Ambrosio, deceduto «forse perché coinvolto in questa porcheria di diffusione arbitraria». «Sono disposto a battermi fino alle dimissioni», ha detto.

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Il nodo informazione

«Voglio che qualcuno mi dica che è tollerabile che escano sui giornali», ha ribadito, ma «se esiste un modo per coniugare la forza delle indagine e la segretezza delle comunicazioni siamo perfettamente d'accordo». «C'è un rimedio? In parte c'è - secondo Nordio -, sono le intercettazioni preventive. È vero che negli altri Stati esistono le intercettazioni, ma sono solo quelle che noi chiamiamo preventive: segretissime, servono come spunto di indagine e sono conservate nella cassaforte di chi le ha autorizzate sotto la sua responsabilità». «Non si troverà uno scritto in cui dico che vanno eliminate, vanno regolamentate, e impedito che chi non è direttamente coinvolto possa essere delegittimato», ha concluso.

La separazione delle carriere

«Quando si parla di separazione delle carriere, di discrezionalità dell'azione penale, di differenza tra giudice del fatto e giudice del diritto non si tratta di ideologia o di aspirazione metafisiche ma di introdurre un sistema coerente. E noi abbiamo un sistema ordinamentale penalistico incoerente perché poggia su pilastri incompatibili tra di loro». Così il Guardasigilli, Carlo Nordio, illustrando in Commissione alla Camera le linee programmatiche. «Questo ha comportato un vulnus a una serie di diritti individuali, primo dei quali la presunzione di innocenza che continua ad essere vulnerale in vari modi, primo è l'uso eccessivo e strumentale delle intercettazioni, la loro oculata selezione con la diffusone pilotata, e l'azione penale capricciosa», ha detto Nordio. «Negli ordinamenti anglosassoni l'azione penale è discrezionale, ma discrezionalità non vuol dire arbitrio - ha aggiunto -. Chi si assume questa discrezionalità? Non possono essere le procure a decidere cosa perseguire e cosa no». «Un altro elemento» su cui Nordio ha posto l'accento «è l'uso strumentale delle informazioni di garanzia». Poi la carcerazione preventiva: «la custodia cautelare non può essere lasciata al vaglio di un giudice singolo», meglio devolvere la competenza a un «organo collegiale», «come correttivo a tante carcerazione ingiustificate».

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