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Intercettazioni, sì alla fiducia in Senato. Ma Renzi non partecipa al voto

Giovedì 20 Febbraio 2020 di Alberto Gentili
Intercettazioni, sì alla fiducia in Senato. Renzi non partecipa al voto

Nuovo atto di ostilità di Matteo Renzi contro il governo di Giuseppe Conte. A dispetto degli annunci l’ex premier non ha dato la fiducia al decreto intercettazioni, approvata in Senato con 156 voti favorevoli, 118 contrari e nessuna astensione. Tutta Italia viva l’ha fatto, ma il senatore di Rignano è risultato assente anche alla seconda chiama.

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Dai tabulati di Palazzo Madama Renzi risulta in congedo. E questo dopo aver tenuto una conferenza stampa nel palazzo del Senato sul piano choc per rilanciare l’economia. Dunque la sua assenza non è giustificata né giustificabile secondo il premier Conte, a cui aveva mandato un segnale di distensione, parlando di un incontro la prossima settimana. Il decreto legge intercettazioni ora approda alla Camera. Scade il 29 febbraio.
 


A favore della fiducia posta dal governo sul decreto intercettazioni al Senato, la maggioranza ha votato compatta. In particolare, hanno votato Pd, M5s, Italia viva, gruppo Misto-Leu e 5 senatori delle Autonomie. Nelle file di IV, dei 18 senatori del gruppo, non hanno partecipato al voto Matteo Renzi e Tommaso Cerno, neoacquisto dei 'renziani' che risulta assente. Contro la fiducia hanno votato i senatori di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia oltre a Gianluigi Paragone, espulso dal M5s e ora al gruppo Misto, Carlo Martelli e Matteo Richetti entrambi del Misto ed Emma Bonino di +Europa. Sedici in tutto gli assenti: oltre a Cerno, sei di FI, 4 di FdI, uno del M5s, uno del gruppo Autonomie e uno del Misto-Maie, oltre a due senatori a vita (Renzo Piano e Carlo Rubbia). Inoltre 20 risultano in congedo (oltre a Renzi, Matteo Salvini della Lega) e 8 in missione.

Ultimo aggiornamento: 14:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA