ARCELORMITTAL

Ilva, Conte: «Governo non rischia». Il Cdm slitta alla settimana prossima. Scudo penale, stop a emendamenti

Mercoledì 13 Novembre 2019
​Ilva, stop agli emendamenti sullo scudo penale. M5S ribadisce il suo no

All'indomani del primo passo concreto di ArcelorMittal verso l'addio all'Italia (la società franco-indiana ha depositato in tribunale l'atto di recesso dal contratto di affitto dell'ex Ilva di Taranto) a tenere banco nel governo è ancora la questione dello scudo penale che vede i gruppi parlamentari M5S contrari a una sua reintroduzione. «Il governo rischia? Non scherziamo», getta acqua sul fuoco il premier Conte. Ma intanto il Cdm fissato per giovedì e al quale i ministri, su suo invito, avrebbero dovuto portare proposte per Taranto, è slittato all'inizio della settimana prossima. I senatori pentastellati hanno approvato un documento in cui si riconosce piena fiducia al ministro Patuanelli (MISE) nella trattativa con Mittal ma si ribadisce che il tema dello scudo non è in discussione. Gli emendamenti di Iv e Fi per ripristinarlo sono stati giudicati inammissibili.

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Il premier Conte. «Ma cosa dice mai...il governo rischia di cadere? Suvvia...su questa sfida il governo rischia di cadere? Ma scherziamo?», dice Conte sollecitato dai giornalisti a Camerino (Macerata), aggiugendo di aver accordato un differimento all'inizio della settimana prossima per il consiglio dei ministri in programma per domani, a causa di impegni istituzionali di alcuni ministri.

Il documento M5S. I senatori M5s hanno detto sì, solo con 5 voti contrari, a un documento in 4 punti in cui si dà piena fiducia alla trattativa di Stefano Patuanelli. Il documento, inoltre, non collega la vicenda ex Ilva alla fiducia al governo Conte. Nel testo, inviato ai deputati, si sottolinea che lo scudo penale non è tema di discussione. E che se per ragioni legali dovesse riproporsi, l'argomento deve essere sottoposto all'assemblea dei parlamentari alla presenza del presidente del Consiglio. È possibile che il documento votato dai senatori - con cui si chiede che non ci sia alcun collegamento tra il dossier Mittal e la fiducia al governo e si esclude la riproposizione di forme di scudo penale - possa essere votato anche dai deputati pentastellati.

In merito alle indiscrezioni, circolate nelle ultime ore, circa un'apertura dei senatori 5 Stelle a una sorta di scudo a tempo per Arcelor Mittal, una fonte parlamentare presente all'incontro di ieri sera precisa: «In primo luogo abbiamo dato mandato a Patuanelli di esplorare le vie di soluzione» della crisi dell'ex Ilva di Taranto, come ad esempio la decarbonizzazione dello stabilimento, «con i gestori dell'azienda. Detto questo, nel momento in cui ci sarà da ripristinare, anche temporaneamente uno scudo, si farà un'altra riunione per capire modalità, tempi e opportunità».

Stop agli emendamenti. La commissione Finanze della Camera ha giudicato inammissibili gli emendamenti presentati da Italia Viva e Forza Italia per reintrodurre lo scudo penale per l'ex Ilva. In base a quanto si apprende la motivazione sarebbe l'estraneità di materia. Gli emendamenti erano stati presentati al dl fisco. Le forze politiche ora possono fare ricorso (e Fi lo ha già annunciato): l'esito dovrebbe arrivare in giornata. Sia l'emendamento di FI sia quello di Iv chiedevano la reintroduzione dell'esonero «da responsabilità penale e amministrativa per le condotte di attuazione del Piano ambientale di Ilva».

Di Maio. «Non credo che si arriverà al voto sullo scudo perché il tema degli alibi poteva valere due mesi fa ma adesso, in pieno contenzioso, non ha senso», ha detto Luigi Di Maio a Radio 24. «Quando noi impugneremo l'atto non ha senso inserire lo scudo. Se siamo in una trattativa, introdurre uno strumento che, secondo la stessa multinazionale, non impedirebbe di avere cinquemila persone in mezzo alla strada, non ha senso».

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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