Nuovo attacco di Crimi
a Radio Radicale
e alla libera informazione

Lunedì 15 Aprile 2019 di Marco Conti
ROMA «La posizione è molto chiara: l'intenzione del Governo, mia e del Mise è di non rinnovare la convenzione con Radio Radicale». Lo ha detto il sottosegretario all'Editoria Vito Crimi interpellato al suo arrivo a un convegno sull'informazione locale in Lombardia. «Nessuno ce l'ha con Radio Radicale o vuole la sua chiusura» ma «sta nella libertà del Governo farlo» ha detto Crimi, affermando che l'emittente «ha svolto da 25 anni un servizio senza alcun tipo di gara e valutazione dell'effettivo valore di quel servizio». Il sottosegretario Crimi finge di non sapere che la Radio a suo tempo ha vinto una gara, e persegue senza cedimenti l’obiettIvo molto chiaro del M5S di chiudere o “affamare” le testate giornalistiche, le radio e le tv che non riescono a controllare.
Tranne la Rai, dove il M5S esercita una potente egemonia e alla quale sono state date con la legge di Bilancio dello scorso anno altre risorse, per il resto tutto può chiudere per Crimi e il vicepremier Di Maio da cui dipende la convenzione.  Anzi, si cerca in tutti i modi di far sì che chiudano.
Nelle vesti di novello Alessandro Pavolini, Crimi ha di recente organizzato una sorta di “littoriali” definiti pomposamente “stati generali dell’editoria” il cui unico scopo è fingere di interessarsi al settore dell’informazione mentre lascia che chiudano prestigiose testate, radio e tv.
Sul mercato per il M5S deve stare Radio Radicale, che fa servizio pubblico e non ha pubblicità, e non la Rai o Alitalia. La rete, o meglio i fake della rete, piacciono invece molto al sottosegretario Crimi.  
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