Crescita, il decreto fermo in Commissione. E domani arriva il temuto report di Bruxelles

Crescita, il decreto fermo in Commissione. E domani arriva il temuto report di Bruxelles
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Lunedì 6 Maggio 2019, 15:30 - Ultimo aggiornamento: 21:34

Il decreto Crescita che secondo le intenzioni del governo giallo-verde dovrebbe dare all’economia italiana la spinta necessaria per uscire del tutto dalla recessione, è fermo ancora ai box e ci resterà molto probabilmente fino alle elezioni europee del 26 maggio. Troppi elementi divisivi come la norma salva-Roma, impediscono infatti a Lega e 5Stelle di procedere in Commissione.

Uno stallo che avviene alla vigilia del temuto report della Commissione europea che certificherà una crescita del Pil più bassa rispetto alla stima del governo. Un deficit/pil quest'anno lontano dalla quota prevista nel Documento di economia e finanza ma superiore.

Le nuove stime Ue apriranno la strada per le decisioni che l'esecutivo comunitario dovrà prendere il 5 giugno, quando dovrà dare seguito a quanto è già acclarato da Eurostat: nel 2018 il debito/pil è aumentato invece di calare, passando dal 131,4% nel 2017 al 132,2%. Secondo il Def aumenterà anche nel 2019 al 132,6%. Ciò implica automaticamente la preparazione di un nuovo rapporto del debito italiano. Di conseguenza rapidamente la Commissione dovrebbe inviare una lettera al governo nella quale si invita a fornire indicazioni sull'esistenza di 'fattori rilevantì che giustifichino il mancato rispetto della regola di riduzione del debito. Nel caso in cui Bruxelles non riconosca tali “fattori rilevanti” sufficienti a giustificare l'aumento del debito/pil potrebbe scattare una procedura.


Tuttavia, la Commissione procederà con i piedi di piombo trovandosi - tra l'altro - nell'ultimo scorcio del suo mandato (scadrà a fine ottobre). La vera battaglia sui conti italiani sarà in autunno, quando il governo dovrà decidere come sostituire gli aumenti dell'Iva e come assicurare una correzione del bilancio in termini strutturali dello 0,6% del pil (10,6 miliardi). 

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