Letta-Conte, dal nodo amministrative alle piazze (separate) contro la guerra: cosa succede al "campo largo" Pd-M5s

Letta-Conte, dal nodo amministrative alle piazze (separate) contro la guerra: cosa succede al "campo largo" Pd-M5s
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Sabato 12 Marzo 2022, 15:33

Il Pd e i 5Stelle, Enrico Letta e Giuseppe Conte, pur se sulla carta lavorano ancora al “campo largo” con cui dare battaglia al centrodestra alle prossime elezioni, non sono stati in grado neppure di scendere in piazza insieme contro la guerra in Ucraina scatenata dalla Russia di Vladimir Putin. Il Pd, assieme a Cgil, Cisl, Uil, Azione di Carlo Calenda, Italia Viva di Matteo Renzi e perfino alcuni esponenti forzisti come Elio Vito hanno scelto Firenze dove il sindaco Dario Nardella ha promosso la manifestazione dei «non equidistanti». I 5Stelle, invece hanno optato per una manifestazione autonoma a Napoli.

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LE PAROLE DI CONTE

In realtà pure Conte, che ha preferito differenziarsi per marcare un’identità più pacifista, ha escluso che sulla guerra in Ucraina si possa essere neutrali: «Non si può essere equidistanti in una situazione del genere, dove c’è un’aggressione militare violenta e crudele che sta provocando tantissime sofferenze, un’aggressione militare ingiustificata che contrasta qualsiasi principio del diritto internazionale, un’aggressione militare che non è stata provocata».

LA DOMANDA

E allora c’è da chiedersi, e se lo chiede anche Letta, perché una volta di più i 5Stelle hanno approfondito la trincea che li separa dal Pd. C’è chi dice che la ragione sia nelle difficoltà del Movimento di recuperare consensi, stretto dall’abbraccio dei dem. E chi invece ritiene che quella di Conte sia un’ulteriore scelta verso un progressivo distacco dal partito di Letta per guadagnare autonomia. Ragionamento che dovrebbe portare a una definitiva separazione consensuale. Ma ci sono le elezioni amministrative alle porte in molti Comuni e qui ancora si tentano alleanze. E c’è, soprattutto, una legge elettorale che a causa della quota maggioritaria spinge i partiti a coalizzarsi per evitare la sconfitta.

L’EPILOGO

Dunque cosa accadrà al “campo largo” promosso da Letta, che nel frattempo cerca interlocuzioni con Azione di Calenda e Italia Viva di Renzi in modo da sopperire a un eventuale distacco dei 5Stelle, dipenderà essenzialmente dalla riforma della legge elettorale. Se si andrà verso il sistema proporzionale con sbarramento al 5% (ipotesi al momento abbastanza remota) il Movimento inevitabilmente punterà a correre da solo alle prossime elezioni previste per la primavera del 2023. Se, invece, resterà l’attuale “Rosatellum”, tutti dovranno fare buon viso a cattivo gioco e provare a mettere in secondo piano distinzioni, diffidenze e divisioni (questo vale anche per Matteo Salvini e Giorgia Meloni), cercando di saldare un’alleanza con cui andare allo scontro con il centrodestra.

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