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Grillo: no al terzo mandato. Di Maio: «Così diventiamo partito dell'odio». È caos nel M5S

E per il Movimento 5 Stelle si prospetta una settimana infuocata

Grillo: no al terzo mandato. Di Maio: «Così diventiamo partito dell'odio». È caos nel M5S
3 Minuti di Lettura
Venerdì 17 Giugno 2022, 14:27 - Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 11:49

È ancora caos nel M5s. Dopo il braccio di ferro tra il leader del Movimento Giuseppe Conte e il ministro Luigi Di Maio, è stato Beppe Grillo a entrare a gamba tesa nello scontro. Il garante dei Cinque stelle ha detto, senza fare troppi giri di parole, «no al terzo mandato»: così facendo dei 227 parlamentari pentastellati sarebbero in 66 a rimanere fuori dalle liste perché alla fine del loro secondo mandato tra Senato e Montecitorio. «Appare sempre più opportuno estendere l'applicazione delle regole che pongono un limite alla durata dei mandati - ha scritto Grillo nel suo blog -. Alcuni obiettano, soprattutto fra i gestori che si arroccano nel potere, che un limite alla durata dei mandati non costituisca sempre l'opzione migliore, in quanto imporrebbe di cambiare i gestori anche quando sono in gamba: "cavallo che vince non si cambia" sembrano invocare ebbri di retorica da ottimati. Ciò è ovviamente possibile, ma il dilemma può essere superato in altri modi, senza per questo privarsi di una regola la cui funzione è di prevenire il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche (vero o sedicente) Grande Uomo», prosegue.

Di Maio: diventiamo partito dell'odio

Dopo Grillo sono arrivate anche le parole di Di Maio a Castellamare: «Mi sono permesso semplicemente di porre dei temi per aprire un dibattito su questioni come la Nato, la guerra in Ucraina, la transizione ecologica e ho ricevuto insulti personali come quello che ho visto sui giornali stamattina. Temo che M5s rischi di diventare la forza politica dell'odio, una forza politica che nello statuto ha il rispetto della persona. Credo che dobbiamo parlare dei temi, il nostro elettorato è disorientato perché quando si pongono dei temi ci sono attacchi personali e questo non è accettabile».

La settimana clou

Si prospetta una settimana infuocata quindi per il Movimento 5 Stelle. Non solo la risoluzione sull'Ucraina del 21 giugno. È in programma un'assemblea congiunta dei parlamentari per mercoledì 22. E il giorno dopo, giovedì, è atteso a Roma il garante Beppe Grillo, che proprio oggi è tornato a far sentire la sua voce blindando, ancora una volta, la regola del doppio mandato.

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