Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Grillo e Conte, due leader costretti all’accordo anche sul doppio mandato

Grillo e Conte, due leader costretti all accordo anche sul doppio mandato
di Marco Conti
3 Minuti di Lettura
Giovedì 24 Giugno 2021, 16:50 - Ultimo aggiornamento: 18:36

Si combattono ma hanno bisogno uno dell’altro e quindi il chiarimento era nelle cose. Una telefonata tra i due allunga la vita al Movimento Cinque Stelle che da mesi, se non anni, è senza una guida. Oggetto del contendere è il nuovo statuto del M5S messo a punto dall’ex presidente del Consiglio e che poco piace al garante Beppe Grillo, se non altro perché ridimensiona fortemente i poteri del fondatore che incontra gli eletti grillini per spiegare le sue ragioni.

M5s, pressing di Conte su Grillo: tu garante, ma il Movimento cambi

Grillo e Conte, nuovo statuto M5S

D’altra parte per uno che si sente insignito del ruolo dagli dei è complicato accettare il passo indietro contenuto nello statuto. Ben lontani dalla super propagandata tesi dell’uno vale uno, Conte e Grillo si sfidano con il primo che ha bisogno dei voti di un partito per dirsi veramente leader e il secondo che non ha un capo riconosciuto da proporre ai tanti che sperano di tornare tra due anni in Parlamento.

Se poi si valutano le vicende giudiziarie che affliggono Grillo, dalle querele alla vicenda del figlio, è ancor più facile immaginare che alla fine i due troveranno un accordo anche sul doppio mandato. Una regola che fa tremare molti dei big del partito ma che se venisse scardinata renderebbe ancor più uguali degli altri un Movimento che voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Invece in quel Parlamento gli eletti sono tutti saldamente incollati alla poltrona che non intendono mollare. 

Alla fine troveranno l’intesa, salterà anche il limite dei due mandati seppur non per tutti. Protesterà un po’ Alessandro Di Battista, qualcun altro se ne andrà ma  lo spazio per una scissione non c’è anche perché Casaleggio-figlio non è Casaleggio-padre. Il Movimento senza Grillo non esiste e ivoti sono ancora saldamente incardinati nei postulati iniziali del M5S che ha visto evolvere i propri eletti - alcuni paragonati ai democristiani- ma non il corpo elettorale che è e resta quello delle scie chimiche, dei cip sottopelle, dello sbarco sulla Luna mai avvenuto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA