LUIGI DI MAIO

Nave Gregoretti, Di Maio: «Da M5S sì a procedere contro Salvini». Lega: parole da piccolo uomo

Mercoledì 18 Dicembre 2019
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Nave Gregoretti, Di Maio: «Dal M5S sì procedere contro Salvini»

Nuovi sviluppi sul caso della nave Gregoretti. «Qui non si stratta di fare o no un favore a qualcuno» votando per l'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini sul caso Gregoretti. «Noi a gennaio o febbraio di quest'anno saremo chiamati a riconoscere l'interesse pubblico prevalente a bloccare una nave: ma stiamo parlando di una nave bloccata a luglio quando gli altri paesi europei che venivano chiamati si offrivano per la redistribuzione dei migranti». Lo afferma Luigi Di Maio a Porta a Porta nell'annunciare il voto favorevole all'autorizzazione nei confronti del leader della Lega.

La Giunta per le Immunità del Senato è convocata domani alle 13.30 con all'ordine del giorno il caso Salvini-Gregoretti, secondo quanto si apprende.

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La replica. «Il commento di Di Maio alla vicenda Gregoretti è da piccolo uomo. Più che l'onore poté la poltrona». Lo dice il deputato leghista ed ex sottosegretario al Viminale Nicola Molteni.

Banca d'Italia. Chiedere le dimissioni del governatore della Banca d'Italia per la vicenda della Popolare di Bari? «Io penso che nei prossimi mesi sia utile affrontare una riforma della governance di Bankitalia». Così il ministro e capo politico del M5s Luigi Di Maio a Porta a Porta.  «Penso che nei prossimi mesi sia utile avviare una riforma della governance di Bankitalia. Parlando del caso della Popolare di Bari, Di Maio aggiunge: «Non voglio individuare in una sola persona le responsabilità. Ma nominare tra i commissari quello che aveva seguito la questione Tercas è abbastanza ridicolo».

La Libia. «In Libia abbiamo ripreso un ruolo che ci spetta. Avevamo perso terreno con la caduta del governo quest'estate ma la Libia è prima di tutto una questione che riguarda l'Italia: nomineremo quindi un inviato speciale, in modo tale da poter stare continuamente in relazione con le parti». Così il ministro degli Esteri e capo politico del M5s Luigi Di Maio a Porta a Porta.

Il referendum. «Non vedo l'ora di confrontarmi nella campagna per il referendum sul taglio dei parlamentari. Voglio vedere chi ci sarà dall'altra parte». Lo afferma Luigi Di Maio parlando a Porta a Porta.

Il fatto. «Abusando dei poteri» da ministro dell'Interno avrebbe «privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo di nave Gregoretti Guardia Costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio» successivo, quando è giunta l'autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. È l'accusa contestata dal Tribunale dei ministri di Catania a Matteo Salvini nel chiederne l'autorizzazione a procedere per sequestro di persona. Reato per cui la Procura distrettuale aveva chiesto l'archiviazione. Il provvedimento è stato notificato all'ex ministro che l'ha reso noto ieri sera in un'intervista a Rete4. «Il fatto che io rischi 15 anni di carcere per aver difeso i confini del mio Paese sulla scorta di accordi internazionali- commenta l'ex ministro - mi fa dire che in Italia c'è un problema. Io ringrazio la maggioranza della magistratura che è obiettiva, corretta ed indipendente. Ma c'è una parte che fa politica e butta soldi. Sono curioso di vedere che posizione terrà il M5s che sulla vicenda analoga di nave Diciotti votò contro l'autorizzazione a procedere».

Lo sbarco avvenne dopo che fu raggiunto un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi Ue e in strutture messe a disposizione da vescovi italiani. La Procura di Catania nella richiesta di archiviazione aveva scritto che «l'attesa di tre giorni non può considerarsi una illegittima privazione della 'libertà'», visto che le «limitazioni sono proseguite nell'hot spot di Pozzallo» e che «manca un obbligo per lo Stato di uno sbarco immediato». Inoltre, aveva osservato il pm, «le direttive politiche erano cambiate» e dal 28 novembre il Viminale aveva espresso la volontà di assegnare il Pos e di «farlo in tempi brevi», giustificando «i tempi amministrativi» per attuare lo sbarco dei migranti «con la volontà del ministro Salvini di ottenere una ridistribuzione in sede europea». Inoltre sulla nave «sono stati garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità» e «lo sbarco immediato di malati e minorenni».

Tesi non condivisa dal Tribunale dei ministri che contesta a Salvini anche di avere «»determinato consapevolmente l'illegittima privazione della libertà personale« dei migranti »costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche« sulla nave Gregoretti. Per il presidente della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, è »inaccettabile tentare di processare chi, da ministro, ha difeso i confini del proprio Paese, promosso una politica di legalità e rispetto delle regole combattendo l'immigrazione clandestina«. »Le scelte politiche - osserva Enrico Costa di Fi - devono rimanere tali e non sindacabili dalla magistratura, evitando interpretazioni stravaganti ed invasioni di campo«. »Capisco la rabbia e la paura di Salvini - dice Nicola Fratoianni di Si-Leu - ma non possono esistere in democrazia spazi di impunità per alcuno«. »Io non so se Salvini sia colpevole o no - commenta Matteo Orfini del Pd - ma un ministro dell'Interno in una democrazia non può abusare del suo potere per privare delle persone della propria libertà« Il Tribunale dei ministri di Catania è lo stesso che il 24 gennaio scorso chiese al Senato l'autorizzazione a procedere contro Salvini per il ritardo di 5 giorni nello sbarco di 177 migranti dalla nave Diciotti nell'agosto 2018 nel capoluogo etneo. Ma Palazzo Madama bocciò la richiesta in aula dove la maggioranza adesso è cambiata. Si tratta dello stesso collegio che su un altro fascicolo aperto sul caso Diciotti nel marzo scorso ha disposto l'archiviazione nei confronti del premier Giuseppe Conte e dei ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli.
 

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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