Green pass, obbligo esteso a statali e baristi. Colori regioni, Sardegna e Calabria verso il giallo

Green pass, obbligo esteso a statali e baristi. Colori regioni, Sardegna e Calabria verso il giallo
di Francesco Malfetano
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Lunedì 6 Settembre 2021, 09:26 - Ultimo aggiornamento: 11:30

Green pass, smart working e scuola. Poi ancora obbligo vaccinale e nuovi colori. Quella appena iniziata si annuncia come una settimana decisiva per l'autunno italiano. In vista infatti, c'è un nuovo decreto che determinerà le nuove norme anti-Covid e quindi la ripresa a pieno ritmo delle attività produttive. 
A tale scopo, come anticipato dal premier Mario Draghi qualche giorno fa, a metà settimana - con buona probabilità giovedì - si terrà una cabina di regia. Prima di ogni cosa all'ordine del giorno ci sarà il dossier per l'estensione del Green pass. Cominciato il 6 agosto scorso con ristoranti, bar e cinema, lo strumento ormai già dal 1 settembre coinvolge anche gli operatori scolastici e i trasporti a lunga percorrenza. Non è tutto però. Per esercitare al meglio la sua funzione di spinta gentile verso le vaccinazioni, specie sugli oltre 5 milioni di over 40 non ancora immunizzati, si valuterà l'estensione dell’obbligatorietà del Qr code per i dipendenti pubblici o comunque per coloro che ha un contatto col pubblico.

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Green pass, oggi vertice

Inoltre sul tavolo anche l'imposizione per gli autisti del trasporto pubblico, gli addetti alle mense scolastiche e, in generale, di tutti coloro che lavorano all'interno di attività in cui il pass è obbligatorio per l'accesso (camerieri, cuochi, dipendenti di cinema e teatri ecc). Inoltre, ci sarà da provare a dirimere la spinosa faccenda dei lavoratori delle aziende private. Per oggi è in programma un vertice tra Confindustria e Confapi con i sindacati, con questi ultimi che anche ieri per bocca di Landini hanno ribadito di essere favorevoli alla vaccinazione obbligatoria.

 

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Poi il capitolo smart working. Posto per le aziende private il lavoro agile semplificato - per cui senza la discussione di un contratto specifico - è possibile fino allo scadere dello stato di emergenza, e quindi fino al 31 dicembre 2021, così non dovrebbe essere per i dipendenti della Pubblica amministrazione. Del resto il ministro Renato Brunetta ne ha fatto subito una battaglia. Tuttavia, come ha spiegato, «non sarà abolito» ma «è auspicabile che resti per una quota fino al 15%». In ogni caso bisognerà però definire quelle che lo stesso ministro chiama le «regole del gioco» per quanto riguarda disconnessione, produttività e risultati.
Sul fronte della scuola invece, non si annunciano particolari battaglie, ma "solo" la definizione di ulteriori protocolli o specifiche che consentano l'imminente ripresa in tutta la Penisola. D'altronde proprio oggi a Bolzano è già suonata la campanella per il rientro in classe degli studenti, mentre il Lazio, con la maggioranza degli altri territori inizierà solo a partire dal 13 settembre. In particolare bisognerà definire le modalità con cui si potrà, come annunciato tanto dal premier Draghi quanto dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, abbassare la mascherina in classe se tutti gli studenti sono vaccinati. In questo caso la necessità è disinnescare le opposizioni relative alla privacy degli alunni e  soprattutto il rischio che vi siano delle discriminazioni. La formula per farlo, è al vaglio del ministero e non appena redatta con buona probabilità finirà proprio nella cabina di regia, anche se un piano scuola, concordato con le Regioni, è già stato redatto e varato.
Non si annunciano invece particolari novità per quanto riguarda l'obbligo vaccinale. La carta resta sul tavolo, ma è considerata - anche a causa dell'opposizione politica già annunciata da diversi partiti - l'ultima possibilità. Tuttavia, nonostante la campagna proceda verso l'80 per cento dei cittadini over 12 vaccinati, il ministro della Salute Roberto Speranza ha già chiarito che «o si rafforza ancora la campagna vaccinale, o si è costretti a immaginare che a un certo punto bisognerà usare misure del passato». 
Infine, ma il dossier è slegato dalla cabina di regia del governo, questa settimana si attendono anche diverse novità riguardo ai colori delle regioni. Presto infatti, dal prossimo lunedì, la Sicilia potrebbe non essere più la sola in zona gialla. Sia Sardegna che Calabaria sono di un soffio sotto le soglie critiche e, quantomeno stando ai trend di crescita delle ospedalizzazioni degli ultimi giorni, difficilmente ci resteranno. Di conseguenza il passaggio nella zona di rischio più elevato appare piuttosto probabile. Con esso tornerà l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto, limiti di 4 persone al tavolo per bar e ristoranti, e capienza limitata per cinema, teatri e stadi. In ogni caso per avere la certezza bisognerà attendere i dati del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute che, come da abitudine, vengono presentati il venerdì. 

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