Green Pass, obbligo in scuole e Rsa: statali tra una settimana, il piano per le aziende

Green Pass, obbligo in scuole e Rsa: statali tra una settimana, il piano per le aziende
di Alberto Gentili
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Mercoledì 8 Settembre 2021, 20:07 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 12:16

Per il super Green pass bisogna aspettare. Oggi il governo varerà un provvedimento definito da fonti di governo «leggero», per mettere in sicurezza le scuole e le università prima della ripartenza di lunedì e le Rsa. Il passaporto verde per i dipendenti pubblici sarà varato, a meno di altre sorprese, la prossima settimana. Per il settore del lavoro privato, in base alla nuova strategia dello step by step, probabilmente bisognerà attendere una settimana in più.
Dietro allo slittamento e alla decisione di procedere «gradualmente», c’è «un’oggettiva difficoltà nello scrivere le norme», come dice chi segue il dossier: «La materia non è semplice. Non basta dire, ad esempio, “Green pass per i dipendenti pubblici”. Bisogna stabilire chi e come controlla e quali sanzioni prevedere per chi lo rifiuta. Inoltre occorre dare il tempo a chi è senza vaccino di prenotare le dosi. Insomma c’è tanto lavoro da fare e la settimana prossima va fatta anche la delega fiscale». 

La strategia del passo dopo passo è adottata anche perché Mario Draghi vuole abbassare la tensione con Matteo Salvini, che appena sente parlare di estensione Green pass imbraccia l’artiglieria. Ma chi ha parlato con il premier nelle ultime ore garantisce che «resta intatta» la determinazione di Draghi a rendere il Green pass lo strumento per limitare la pandemia, evitare nuove chiusure ed incentivare la campagna vaccinale scongiurando l’obbligo del vaccino erga omnes. «L’uso del lasciapassare verde verrà esteso, la linea è netta e chiara», dice il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il premier, insomma, ha semplicemente concesso un po’ di tempo agli uffici legislativi per scrivere le norme e a Salvini per metabolizzare i provvedimenti in arrivo la prossima settimana. Al leader leghista è stata data anche la possibilità di cantare vittoria, in modo da provare a stemperare una tensione già alle stelle: «Ho parlato con il presidente Draghi, non risulta nessuna estensione di green pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato, a differenza di quello che ho letto su qualche giornale e quindi questo mi conforta».
 

Oggi non ci sarà la cabina di regia sia per non alimentare ulteriori scontri, sia perché il dossier non merita una discussione politica. Il Consiglio dei ministri infatti si limiterà a mettere a punto le regole per completare il quadro di una «ripartenza in sicurezza della scuola e delle università». Verrà esteso l’uso del Green pass al personale delle ditte e delle cooperative che gestiscono le mense scolastiche e universitarie e di quelle incaricate della pulizia e della guardiania degli edifici scolastici e delle università. E’ data per «molto probabile» anche l’imposizione dell’obbligo vaccinale - già applicato al personale sanitario - per le ditte e il personale che assicurano gli stessi servizi nelle Rsa, le residenze per anziani.
 

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Green Pass esteso solo a lavoratori mense e pulizia scuole e personale Rsa

Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, ha pressoché ultimato il provvedimento che dovrebbe essere varato (impegno per delega fiscale permettendo) la prossima settimana. E che estenderà l’obbligo del Green pass a tutti i dipendenti pubblici. Non soltanto a quelli a contatto con il pubblico, come chiede Salvini. La data per l’entrata in vigore della norma non è stata ancora decisa, ma c’è chi ipotizza lunedì 4 ottobre. Inoltre non è prevista la gratuità dei tamponi per il dipendente pubblico sprovvisto di vaccino, ad eccezione per i “fragili” che non si possono immunizzare per ragioni di salute.

Draghi ha già istruito la pratica per l’estensione del passaporto verde nelle aziende, fabbriche e uffici privati, incontrando lunedì il segretario della Cgil, Maurizio Landini, e martedì il capo degli industriali Carlo Bonomi. Il proposito del governo è quello di rendere obbligatorio il passaporto verde, sollecitato anche dalle parti sociali, a tutto il comparto del lavoro privato. Il provvedimento però non dovrebbe essere varato la prossima settimana, ma quella successiva. Sia per la difficoltà nel regolamentare la materia, sia per rispettare la strategia di procedere step by step.
 

 

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Resta anche da sciogliere il nodo dei tamponi: i sindacati chiedono che a pagarne il costo siano le aziende, Confindustria invece vuole che sia lo Stato a farvi fronte avendo «già sostenuto ingenti spese per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro», come ha ricordato Bonomi. Il governo però non intende accettare questa proposta, ad esclusione dei “fragili”. Perché rappresenterebbe «un sabotaggio» della funzione del Green pass: incentivare i cittadini a vaccinarsi, visto che ci sono ancora 3,6 milioni di over 50 senza una sola dose. E perché innescherebbe «un effetto a catena», spingendo il personale scolastico e i lavoratori pubblici a chiedere l’esenzione dal costo del tampone. 
 

I lavoratori autonomi

Da tempo, «per una questione di logica e di buon senso», il ministro Speranza, d’intesa con Draghi, sta studiano l’estensione del Green pass a quei settori dove è già obbligatorio per i clienti e gli utenti. E’ il caso di bar e ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, musei e congressi, parchi tematici e stadi, aerei, navi, bus e treni a lunga percorrenza. Il provvedimento dovrebbe essere approvato la settimana prossima.

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