Green pass prestati e Qr-fotocopia, a Ferragosto più controlli

Green pass prestati e Qr-fotocopia, a Ferragosto più controlli
di Cristiana Mangani
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Mercoledì 11 Agosto 2021, 22:08 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 16:46

Green pass fotocopiati, “prestati”, palesemente falsi, scaricati da pubblicità e da siti. “I furbetti” della pandemia inventano ogni giorno mille stratagemmi per poter violare le regole. In mancanza di un controllo generale del documento di identità, saranno molti quelli che proveranno a entrare nei locali al chiuso senza avere un attestato autentico. Del resto, l’ultima circolare emessa dal Viminale dice chiaramente che non spetta agli esercenti il compito di controllare la coincidenza tra il Certificato verde e il documento di identità, ma che potranno farlo qualora ritenessero che il Green pass esibito presenti delle irregolarità. 
Nel frattempo, però, dato che l’attestato deve essere mostrato anche se si frequentano una palestra, un centro termale, un concerto, la macchina del falso si sta muovendo in ogni direzione. Da marzo a oggi è aumentato del 257% il numero di venditori che usano Telegram per pubblicizzare falsi Green pass. Il costo d’acquisto si è dimezzato, da 200 dollari a testa di marzo a 100 dollari. I dati sono stati raccolti dalla Società di sicurezza informatica Check point software technologies, a pochi giorni dal blitz in Italia della Polizia postale che ha portato al sequestro di 32 canali Telegram.

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Telegram

Secondo gli esperti, su Telegram attualmente sono attivi 2500 gruppi, il seguito dei gruppi è aumentato del 566%, contano una media di 100.000 follower, con alcuni che superano addirittura i 450.000 follower. Il ventagio di paesi coinvolti nella domanda di carte di vaccinazione false si è allargato: a marzo erano soprattutto Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Oggi anche l’Italia compare tra i venditori che commercializzano sulla darknet certificati falsi. Oltre a questo sistema dove la truffa è comunque dietro l’angolo, c’è chi segue metodi più artigianali: si fa mandare su WhatsApp dall’amico vaccinato o dal genitore il Certificato verde, e lo esibisce come se fosse suo. Mentre lo “smanettatore” del web riesce a scaricare Green pass di altri.

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Il caso di queste ore riguarda la Regione Toscana che, nel pubblicizzare l’attestato sta diffondendo anche il Green pass di un ignaro cittadino. Le immagini del messaggio mostrano un Qr-Code su un telefonino, e lo stanno scaricando in migliaia. Solo in serata la certificazione è stata rimossa. Altrettanto stanno facendo alcuni siti con il documento di una signora di Roma e di altri cittadini che nulla sanno di quanto stia accadendo.
Gli esperti tranquillizzano: «Il Green pass originale non può essere falsificato o manomesso poiché ogni certificazione viene prodotta digitalmente con una chiave privata del Ministero della Salute che ne assicura l’autenticità». Ogni controllo con l’applicazione VerificaC19 viene inviato alla banca dati ministeriale con l’elenco ufficiale della popolazione vaccinata. Di conseguenza un Qr-Code generato con una certificazione non autentica, non supererebbe la procedura di verifica. Sempre che l’app funzioni.

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I pattuglioni

A pochi giorni dall’entrata in vigore l’uso del documento fa fatica a imporsi tra esercenti e clienti. Sempre la circolare del Viminale ha dato mandato ai Prefetti di predisporre nei Comitati per l’ordine e la sicurezza dei controlli che siano il più pressanti possibile. Anche se nelle grandi città le forze dell’ordine si comporteranno come è avvenuto quando andavano verificate le autocertificazioni per gli spostamenti e come i pattuglioni che entrano in azione contro gli assembramenti nella movida. Aumenteranno i turni e i presidi sul territorio nel weekend di Ferragosto. La questura della Capitale disporrà, poi, nel prossimo Comitato provinciale un piano ad hoc per il litorale, visto che si prevede l’invasione di persone. «Contiamo molto sul buonsenso dei cittadini - spiegano al Viminale - e sulla loro collaborazione, così come è avvenuto quando si controllavano le autocertificazioni. Sul Green pass si poteva fare di più? È stato fatto tutto quello che era oggettivamente possibile», dichiarano.

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