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«Green pass, obbligo per tutta l'estate», Ricciardi: non sappiamo se servirà la quarta dose

Il consulente del ministro della Salute: «Riaprire le discoteche ora è un rischio»

«Green pass, obbligo per tutta l'estate», Ricciardi: non sappiamo se servirà la quarta dose
di Mauro Evangelisti
5 Minuti di Lettura
Sabato 5 Febbraio 2022, 23:48 - Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 08:17

Manteniamo le regole del Green pass per tutta l’estate. Non commettiamo gli stessi errori del passato. E la riapertura delle discoteche è molto insidiosa, può ipotizzarsi solo se si riesce a garantire un rispetto rigoroso agli ingressi dell’uso del certificato rafforzato. Il professor Walter Ricciardi, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha pubblicato un libro (Pandemonio, editore Laterza) in cui ripercorre le tappe della pandemia, mostrando cosa ha funzionato (ad esempio la campagna vaccinale) e cosa è stato sbagliato (ad esempio non imporre le quarantene a chi arrivava dalla Cina nei primissimi giorni della diffusione di Sars-CoV-2). Oggi spiega: «La prossima primavera avremo una notevole diminuzione dei casi positivi, ma dobbiamo continuare a essere prudenti».

Professore, nel suo libro lei mette in fila una serie di errori che furono commessi nella prima parte della pandemia.
«Allora non ero ancora consulente del Ministero. Fu sbagliato bloccare i voli diretti dalla Cina, perché in questo modo in molti arrivavano da quella parte del mondo con le triangolazioni, senza che li potessimo tracciare. Solo Burioni e io dicemmo che era necessario imporre la quarantena a chi proveniva dall’area del contagio: non fummo ascoltati. La Lombardia ha pagato una sanità sì eccezionale sul fronte ospedaliero, ma poco presente sul territorio. E infatti all’inizio l’epidemia si è diffusa soprattutto nelle strutture ospedaliere».
Cosa ha funzionato?
«Ad esempio l’Italia ha avuto il coraggio, primo tra i Paesi democratici, di ricorrere al lockdown. La nostra fu una decisione storica. Il 22 febbraio 2020 il ministro della Salute, Roberto Speranza, mi chiese di collaborare con lui e abbiamo avuto sempre grande sintonia. Lui ha sempre basato le sue indicazioni sull’evidenza scientifica. Ovviamente non era Speranza il presidente del Consiglio, non tutte le decisioni sono dipese da lui. Sarebbero serviti un lockdown a Milano e Napoli nell’ottobre del 2020 e un altro nazionale a febbraio 2021. Avremmo salvato molte vite. E per la campagna vaccinale, dissi subito che serviva un militare che avesse competenze di logistica e organizzazione. Con la nomina del generale Figliuolo abbiamo raggiunto risultati straordinari».
A meno di due mesi dalla probabile cessazione dello stato di emergenza, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha parlato di «calendario della fine delle restrizioni». Ad esempio, il 10 febbraio scade il provvedimento di chiusura delle discoteche. Lei pensa sia giusto riaprirle?
«Condivido la visione del premier, siamo in una nuova fase della pandemia. Non penso però che sia ancora il momento di riaprire le discoteche. O meglio: posso condividere questa scelta solo se si garantisce il rigoroso rispetto del protocollo sanitario, a partire dall’uso del Green pass rafforzato e il distanziamento. Ma temo che in una discoteca questo sia impossibile. Così può diventare un luogo di diffusione del virus».

 


Quando potremo rinunciare al Green pass?
«Bisogna mantenerlo per tutta l’estate. A febbraio vedremo una diminuzione dei casi positivi, a marzo ci sarà un appiattimento. La primavera sarà ottima e così l’estate, ma non possiamo fare a meno delle regole della certificazione verde, altrimenti rischiamo una risalita. Questo sarà l’anno decisivo, possiamo uscirne, ma serve ancora prudenza».
Bisogna mantenere l’obbligo del Pass rafforzato per gli over 50 nei posti di lavoro anche in estate?
«Sì, quanto meno ovunque ci sia contatto con il pubblico».
La scadenza del Green pass, per chi ha ricevuto la dose di richiamo, è stata congelata. Qualcuno dice che la durata è infinita, in realtà non è così: è stato deciso di sospendere la scadenza visto che molte persone, che hanno ricevuto la terza dose in autunno, presto si troverebbero senza certificato verde. Ma non è comunque una scelta avventata?
«Noi partiamo da una constatazione: il booster garantisce protezione efficace. Dobbiamo capire quanto a lungo dura e se servirà una quarta dose, che è probabile per i fragili. Dobbiamo guardare ad esempio ai dati di Israele, che ha già cominciato con le quarte dosi, e vigilare sul tema delle reinfezioni che con la Omicron sono frequenti. Ma fino a quando non ci sarà una decisione sulla base delle evidenze scientifiche, giusto sospendere la scadenza del Green pass».
Quanto a lungo dovremo combattere contro questa pandemia?
«Ripeto: siamo in una fase nuova. C’è una importante copertura vaccinale, abbiamo a disposizione strumenti validi come il Super green pass. Non bisogna abbassare la guardia, commettendo gli errori dell’estate 2020 quando in molti, ma non io, pensarono che fosse tutto finito. La pandemia sarà conclusa quando saremo in grado di vaccinare tutto il mondo in modo da evitare lo sviluppo di nuove varianti».

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