LUIGI DI MAIO

Governo, il programma: niente trivelle e inceneritori. Sui migranti è dietrofront

Mercoledì 4 Settembre 2019 di Andrea Bassi
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Niente trivelle e inceneritori. Sui migranti è dietrofront

​Alla fine i punti del programma comune tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico sono diventati 28. Luigi Di Maio ha rivendicato l’inserimento nel testo finale di tutti e 20 i punti che aveva indicato due giorni fa, quando aveva minacciato di mandare all’aria le trattative con i Dem. Dunque nel testo finale entra lo stop alle trivelle e agli inceneritori chiesto dai Cinquestelle. Ma rischia di essere soltanto un accordo di facciata. Per le ricerche in mare riguarderà solo le nuove concessioni, che di fatto non esistono. E, in entrambi i casi, toccherà a una commissione tecnica dirimere una questione politica praticamente irrisolta. Lo stesso vale per le infrastrutture, inserite nel programma in una versione “salomonica”.

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La vera novità della giornata è certamente la menzione di Roma e della questione capitale, anche se in una versione decisamente generica («rendere attrattiva la capitale» significa tutto e niente). Sui decreti sicurezza, alla fine, una quadra è stata trovata. Si tornerà alla “versione Conte”, il testo del decreto edulcorato da tutte le modifiche volute dalla Lega e che anche il Quirinale aveva approvato. Si tornerà insomma, al rispetto degli obblighi internazionali superando le perplessità del Colle.

Nell’ultima riunione sono stati inseriti due punti programmatici su Agricoltura (rafforzamento della politica agricola comune) e Pmi (incentivi agli investimenti). Su Iva, riduzione delle tasse sul lavoro, introduzione del salario minimo è tutto confermato. Ci sono poi dei riferimenti alla revisione delle agevolazioni fiscali e al taglio della spesa che lasciano intendere che il lavoro sulla manovra fatto da Giovanni Tria non sarà cestinato.

RIFORME
Nuova legge elettorale ma prima riduzione dei parlamentari
Sarà la prima conferenza dei capigruppo a stabilire i tempi della discussione del taglio dei parlamentari. Il Pd ha ottenuto di avere in contemporanea la riscrittura dei regolamenti di Camera e Senato. Nel programma c’è anche l’accordo a riscrivere una legge elettorale proporzionale, ma che avrà un percorso autonomo rispetto al taglio dei parlamentari. Il Partito Democratico aveva provato a inserire un collegamento diretto tra i due provvedimenti, ma non c’è stato verso. Comunque sia c’è l’alta probabilità che sulla riduzione dei parlamentari si vada ad un referendum. Dunque il governo avrà un anno davanti per provare a riscrivere una legge elettorale proporzionale.

SICUREZZA
Via tutte le modifiche volute dalla Lega al testo del decreto

Si ripartirà dai rilievi sollevati dal Colle e dunque dalla sanzione amministrativa pecuniaria applicabile a chi violì il divieto di ingresso nelle acque italiane. È probabile che venga introdotto un criterio che distingua in base alla tipologia delle navi, alla condotta posta in essere, alle ragioni della presenza di persone accolte a bordo e trasportate. Inoltre, verranno valutate le limitazioni agli accessi «nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia». Obblighi che anche il comandante della nave è tenuto ad osservare. Nell’ambito di questi la Convenzione di Montego Bay prescrive che «ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batta la sua bandiera presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo».

FISCO
L'Iva non aumenta. L'Irpef ridotta ma non subito
I l capitolo fiscale è uno dei più rilevanti. Il punto centrale del programma, in vista della preparazione della prossima manovra di bilancio, è la sterilizzazione completa degli aumenti dell’Iva a partire dal prossimo primo gennaio. Un’operazione da 23 miliardi di euro che servirà a non far salire l’aliquota ordinaria dal 22% al 25,2% e quella ridotta dal 10% al 13%. Tra le coperture della prossima manovra sono indicate la revisione delle detrazioni fiscali e tagli alla spesa pubblica. Nel programma c’è anche la promessa di una riforma fiscale complessiva per ridurre la pressione su cittadini e imprese. Ma si tratta di un progetto che molto probabilmente verrà rimandato a tempi in cui le finanze pubbliche lo permetteranno.

APPALTI
C'è il sì a nuove grandi opere con paletti

I nsieme a quello dell’energia, il tema delle grandi opere è di quelli che si preannuncia più divisivo tra Movimento e Partito Democratico. Nel programma è stata trovata una soluzione salomonica che, per ora, permette di non scontentare nessuno. Si parla di «ammodernamento» delle attuali infrastrutture (tema caro ai Cinque Stelle), ma anche della costruzione di nuove opere (come voluto dal Pd). Ci saranno però dei paletti: bisognerà tener conto nella progettazione sia degli impatti sociali che ambientali. Sulle concessioni autostradali non si parla di revoca, ma di revisione. Bisognerà attendere ora di capire come verranno declinati questi temi anche considerando che al ministero ci sarà un 5Stelle dialogante come Stefano Patuanelli.

AMBIENTE
«New deal» verde, decarbonizzazione più veloce
U no dei cardini del programma comune tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, è il cosiddetto «Green New Deal», la rivoluzione verde. Ognuno dei due partiti proverà a declinarla a sua modo. I Dem vorrebbero un piano da 50 miliardi di euro da recuperare dagli stanziamenti per gli investimenti già decisi ma mai entrati nelle fasi operative. Tutti gli investimenti pubblici dovrebbero avere un impatto green. Il Movimento punta all’uso della leva fiscale per incentivare le produzioni con un minore impatto ambientale e penalizzare quelle che inquiinano di più. Secondo l’ultimo rapporto del ministero dell’Ambiente, le Sad, gli incentivi ambientali dannosi, ammonterebbero a oltre 19 miliardi di euro. 

ENERGIA
Gas nell'Adriatico, sarà istituita una commissione tecnica
Luigi Di Maio lo ha rivendicato ieri durante la conferenza stampa nella quale ha annunciato i risultati del voto sulla piattaforma Russeau. Nel programma, ha detto, c’è lo stop alle trivelle agli inceneritori. La verità è che si tratta di un tema altamente divisivo sul quale un vero accordo non è stato trovato. Dunque si è deciso di provare a inserire nel programma una soluzione salomonica. Per le trivelle lo stop sarà per le nuove concessioni che, in realtà, non esistono. Ci sono soprattutto vecchie concessioni bloccate da una moratoria di 18 mesi. Cosa succederà dopo lo deciderà un comitato tecnico al quale sarà demandata anche una soluzione sugli inceneritori. Non se ne faranno se saranno trovate soluzioni alternative. 

GIUSTIZIA
Accelerazione dei processi e riforma del Csm
S ulla giustizia il programma resta molto generico. Nel testo reso noto ieri c’è semplicemente scritto cher «occorre ridurre drasticamente i tempi della giustizia civile, penale e tributaria, e riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura». Si parla poi, nel punto successivo, della necessità di potenziare l’azione di contrasto delle mafie e combattere l’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene per i grandi evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali. Niente si dice invece, sulla riforma delle intercettazioni telefoniche bloccata dal precedente governo e congelata fino all’inizio del prossimo anno.

AUTONOMIA
Resta aperta la porta del regionalismo differenziato
Non rinuncia, il governo giallorosso, al Regionalismo differenziato, il progetto autonomista portato avanti dalla Lega nel precedente esecutivo. «È necessario completare il processo di autonomia differenziata», si legge nel programma del governo, anche se poi si aggiunge che questa dovrà essere « giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica». Nello stesso punto il programma sottolinea anche che «occorre inoltre avviare un serio piano di riorganizzazione degli enti locali, sopprimendo gli enti inutili». Si vedrà in che modo il governo intenderà procedere negli accordi con le Regioni, tra le quali la “rossa” Emilia Romagna, che hanno chiesto l’autonomia.

PA
Più digitalizzazione ma il rinnovo del contratto non c'è
Alla pubblica amministrazione, nella bozza del programma, sono destinate soltanto due righe. Nelle quali, peraltro, i dipendenti pubblici non sono mai citati. «Il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A.», si legge nel testo, «costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese». Nessun accenno, insomma, al rinnovo del contratto degli statali scaduto lo scorso anno e per il quale le risorse stanziate non risultano al momento sufficienti. Nessun accenno nemmeno al ricambio generazionale che dovranno affrontare le amministrazioni pubbliche nei prossimi anni quando centinaia di migliaia di statali lasceranno il lavoro per andare in pensione. 

LAVORO
Buste paga più pesanti e salario minimo

Intesa piena fra Pd e Movimento 5 stelle su come tagliare le tasse ai lavoratori. Il cuneo fiscale, ossia la differenza tra il costo del dipendente per l’azienda e il netto che lo stesso lavoratore riceve nella busta paga, sarà ridotto attraverso l’introduzione di una detrazione fiscale di 1.500 euro l’anno per i redditi fino a 35 mila euro e poi decrescente per i redditi fino a 50 mila euro. L’intervento che si va delineando per il nuovo governo giallorosso ingloberà anche gli 80 euro del cosiddetto bonus Renzi. Anche gli “incapienti”, coloro che cioè non pagano Irpef e dunque non potrebbero beneficiare della detrazione, riceveranno l’aiuto con un meccanismo di rimborso. L’intervento avrà un costo stimato di 15 miliardi in un triennio.

 

Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA