GOVERNO

Governo, Maria Elena Boschi: «Non cerchiamo poltrone. Le querele ai grillini? Restano»

Giovedì 29 Agosto 2019 di Simone Canettieri

Maria Elena Boschi, alla direzione Pd c'è stata la standing ovation per Zingaretti. Come mai lei non si è alzata? È un segnale di cui il segretario deve tener conto?
«Ma figuriamoci! Tutti hanno applaudito. Non tutti si sono alzati. Non farei l'esegesi anche delle ovazioni. Piuttosto sono contenta che tutto il partito, dopo qualche iniziale perplessità, si sia ritrovato sulla proposta di Renzi di un Governo che metta in sicurezza l'Italia e in minoranza Salvini».

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Lei dice che bisogna superare le liti con M5S per il bene del Paese. È sicura che l'alleanza con M5S sia un bene per il Paese?
«Mai detto questo. Il bene per il Paese è evitare l'aumento dell'Iva e i pieni poteri a un uomo instabile come l'ormai ex ministro dell'Interno. L'accordo di governo è un mezzo per raggiungere questi obiettivi. E penso che abbiamo dimostrato davvero di anteporre l'interesse del Paese mettendo da parte ogni questione personale e senza chiedere nessuna poltrona».

Nel Pd c'è chi sospetta che voi renziani presto staccherete la spina al nuovo esecutivo. Cosa risponde e che garanzie offrite a Zingaretti?
«Diciamo che se non ci fosse stato Renzi oggi avremmo Salvini a torso nudo in tutte le tv italiane a fare campagna elettorale. Le sembra una garanzia sufficiente?».

Intanto, però, Calenda se n'è andato. Si parla di un nuovo soggetto moderato di cui Renzi potrebbe essere il leader. È così? Seguirete Calenda?
«Amo la moderazione, non il moderatismo, seguendo una celebre battuta di Mino Martinazzoli. Quanto a Calenda: lui ha scelto di dire no al Governo. Noi di dire sì. Mi sembrano due direzioni incompatibili. Le discussioni interne al Pd le faremo il giorno dopo la fiducia al Governo. Prima viene l'interesse dell'Italia, poi il confronto nel partito».

I renziani entreranno nel governo?
«È una categoria che fatico a comprendere, quella dei renziani. Molti di quelli che hanno avuto incarichi di responsabilità erano renziani. Poi hanno smesso. Qualcuno è tornato a esserlo di recente, ma non so quanto dureranno. Penso che Zingaretti designerà le donne e gli uomini più adatti. Per molti di noi già sarà una fatica votare la fiducia al Governo coi grillini, impossibile anche farne parte».

Come giudica i nomi che il Pd si sta preparando a mandare nell'esecutivo?
«Non si commenta mai il totonomine. L'importante è evitare l'aumento delle tasse e mettere al Viminale un professionista capace, non un seminatore d'odio».

Che profilo dovrà avere il nuovo commissario Ue? Si parla di Gentiloni. Che cosa ne pensa: ci sono in campo altri profili?
«Ho lavorato con Paolo per quattro anni. Se sarà lui il prescelto penso che sarà una scelta di qualità per l'Italia. Ci sono varie persone capaci e competenti che possono avere il profilo adatto, vedremo. Di sicuro immagino un nome di peso per rappresentare il nostro Paese perché dovrà far dimenticare in Europa Salvini».

Il taglio dei parlamentari previsto dalla riforma Fraccaro lo farete?
«Mi pare che i numeri in Parlamento ci siano anche senza di noi. Ma vedremo se questo punto rientrerà come credo negli accordi di Governo. Tagliare i parlamentari non è un problema, farlo senza modificare il Bicameralismo è una occasione persa. Ma ripeto: questo punto sarà oggetto di accordo politico, immagino».
Serve una nuova legge elettorale proporzionale?
«Preferisco il maggioritario, sempre. Se però prevarrà un accordo per fare il proporzionale puro l'importante è che sia una riforma il più condivisa possibile. Sicuramente, se come immagino verrà approvato il taglio dei parlamentari, occorrerà cambiare la legge elettorale altrimenti rischiamo che alcune regioni siano sottorappresentate».

Boschi con il M5S sembrava fantascienza fino a poco tempo fa: ha querele in sospeso con i grillini?
«Anche a me non sembra vero. E dire che è tutto merito (o colpa) dell'arroganza di Salvini. Ovviamente non rinuncio a nessuna causa. Nessun risentimento personale ma sui risarcimenti non torno indietro».

Sono possibili alleanze o patti di desistenza con i grillini alle prossime regionali?
«Mi sembra molto complicato. Una cosa è un accordo di governo, altro un matrimonio politico. Non correrei troppo».

Insomma, la prossima Leopolda sarà quella della svolta o della scissione?
«Sarà quella del decennale. Se penso a quanta strada abbiamo fatto da quando siamo partiti... Lanceremo proposte per il futuro, guardando avanti e pensando all'Italia».

Ultimo aggiornamento: 13:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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