Vescovi e sindacati si uniscono per chiedere a Draghi il blocco dei licenziamenti e misure sociali

Vescovi e sindacati si uniscono per chiedere a Draghi il blocco dei licenziamenti e misure sociali
di Franca Giansodati
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Lunedì 10 Maggio 2021, 20:08

Città del Vaticano - La Cei si schiera a fianco di Cgil, Cisl e Uil per chiedere al Governo Draghi il blocco dei licenziamenti e per mettere in campo azioni di prossimità alle situazioni di fragilità economico finanziaria. E' quanto è stato stabilito al termine di un incontro tra il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente dei vescovi e i Segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Emanuele Ronzoni. L’incontro è avvenuto nella sede della Cei, a Circonvallazione Aurelia, in un «clima cordiale». 

A creare i presupposti per questo scambio di opinioni è la medesima preoccupazione per l'alto numero di morti sul lavoro. Un tema delicato che è affiorato con il caso della giovanissima operaia toscana risucchiata in un macchinario tessile alcuni giorni fa. 

«Sono dati drammatici che devono farci riflettere. In modo particolare gli organismi preposti in materia, soprattutto i datori di lavoro, sono tenuti a far operare in sicurezza i lavoratori, e questi ultimi a rivendicare il diritto al lavoro in condizioni sicure. È un’emergenza da affrontare insieme. Servono una strategia e una forte iniziativa nazionale che coinvolga tutti, Governo, Istituzioni e cittadini» ha detto Bassetti. L'appello è stato rilanciato dai rappresentanti dei sindacati.

Un altro comune timore è il rischio di una escalation di proteste e di possibili violenze «che potrebbero nascere dalla fine del blocco dei licenziamenti e dalla riforma delle pensioni». I vescovi e i sindacati chiedono di prorogare il blocco dei licenziamenti,  di disegnare strumenti e soluzioni sostenibili e innovative dal punto di vista sociale.

Bassetti ha ripetuto durante la riunione che «la qualità del lavoro, la stabilità del lavoro e le tutele per il lavoro sono il campo d’impegno fondamentale per garantire giustizia sociale e per ascoltare e far crescere le future generazioni. Senza lavoro non si realizza il riconoscimento della dignità delle persone. Si tratta di una questione cruciale, che ha implicazioni culturali ed economiche e racchiude in sé anche il problema demografico: senza lavoro non c’è spazio per pensare ai figli. È doveroso e urgente affrontare il futuro investendo sulla famiglia e sulla volontà di superare l’inverno demografico in corso».

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