Roma, Salvini oggi all'Eur: «Pronti 10 nomi per il dopo Virginia Raggi»

Salvini: via dalla Ue. Poi frena E su Roma: «Pronti 10 nomi»
di Simone Canettieri
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Domenica 16 Febbraio 2020, 11:28 - Ultimo aggiornamento: 17:13

Uno sguardo all'Europa («O cambia o facciamo come gli inglesi», poi seguirà frenata) e un altro fisso sulla Capitale. Dove oggi Matteo Salvini riunirà gli Stati generali della Lega e tutte le categorie produttive di Roma per iniziare la scalata al Campidoglio.

A Palazzo delle Esposizioni dell'Eur andrà in scena l'ennesimo avviso di sfratto a Virginia Raggi, ma anche a Nicola Zingaretti in Regione. Ma esiste già il nome che il centrodestra vuole far scendere in campo? Per il Lazio il predestinato sembrerebbe Claudio Durigon, sottosegretario con il governo gialloverde in ascesa nelle gerarchie del Carroccio. Discorso molto più complicato per il Comune. «Serve una squadra nuova per Roma, per fortuna ci sono almeno dieci persone di valore che vogliono fare qualcosa per la loro città. Sceglieremo, tutto assieme, il meglio», dice Matteo Salvini a Il Messaggero. Che poi aggiunge: «Stiamo facendo questo giro per l'Italia. Prima Torino, Padova e domani (oggi, ndr) Roma. Facciamo solo quello che dovrebbe fare il governo: ascoltiamo imprenditori, commercianti e società civile e prepariamo un piano di governo nazionale e locale. La stessa cosa che farò a Napoli martedì. Perché, è chiaro, stiamo preparando una squadra all'altezza che possa prendere il posto di questi sindaci che hanno distrutto i comuni. E parlo dei vari Raggi, de Magistris e Appendino».

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IL MODELLO
Dopo la sconfitta in Emilia Romagna, c'è la consapevolezza nei piani alti di via Bellerio di dover virare su «un civico che sappia dialogare anche con i moderati e con tutti quei pezzi di società che hanno bisogno di rassicurazioni». Ecco perché per il Campidoglio si fa il nome di una personalità che sia estranea alla politica, una figura che piaccia a tutto la coalizione e che non sia dunque un leghista doc. Anche perché Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, avrà più di una voce in capitolo sulla scelta.

Il modello da seguire sarà quello già utilizzato per le suppletive per il collegio di Roma centro per la Camera con Maurizio Leo, candidato suggerito da Fratelli d'Italia, ma appartenente alla società civile, in quanto economista e dirigente pubblico.

La giornata odierna vede anche un derby: all'Eur la Lega con le principali associazioni di categoria e a piazza Santi Apostoli, che ieri ha ospitato il M5S-pride, le Sardine. «Noi parliamo di Roma, loro parlano solo di me», ripete da giorni Salvini. Le cui parole ieri hanno riaperto il fronte della collocazione europea del Carroccio.
Durante una diretta Facebook dal Parco Sempione a Milano, è andato all'assalto di Bruxelles con queste affermazioni: «O l'Europa cambia o non ha più senso di esistere. Gli inglesi hanno dato dimostrazione che volere è potere. O si sta dentro cambiando le regole di questa Europa, oppure come mi ha detto un pescatore che ho incontrato a Bagnara, in Calabria, ragazzi allora facciamo gli inglesi». E ancora: «O le regole cambiano o è inutile stare in una gabbia dove ti strangolano».
 


LA PRECISAZIONE
Una posizione che va nella direzione opposta a quella delineata l'altro giorno davanti alla stampa estera con Giancarlo Giorgetti, toni e rassicurazioni a dir poco distensive. Nel pomeriggio è arrivata la frenata sull'Italexit: «Lavoriamo per il Conte-exit, è questa l'emergenza per il Paese, lavoriamo per cambiare le regole da dentro». Con un'avvertenza: «Se uno ti dice di no e ti prende a pernacchie, poi il popolo fa le sue scelte».

Sullo sfondo rimane il nodo dei candidati da scegliere alle prossime regionali. A Giorgia Meloni che venerdì alla cena milanese con oltre duemila persone, aveva avvisato che «per le Regionali la squadra funziona se si mantengono i patti», il capo della Lega ha replicato: «Il centrodestra ha il dovere di allargare, usciamo dai recinti dei partiti».
E la sfida nella Capitale passerà per tutto il centrodestra proprio da questa missione. Obiettivo: ceti moderati e borghesia, altrimenti il pienone nelle periferie potrebbero, forse, non bastare.
 

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