GIUSEPPE CONTE

Salvini: «La maggioranza non c'è più. È crisi, ora andiamo al voto». Di Maio: italiani presi in giro Diretta

Giovedì 8 Agosto 2019
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Rischio crisi, Salvini a Palazzo Chigi. ​Lega: no rimpasto, voto unica strada

«Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c'è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori». Lo scrive in una nota Matteo Salvini: «Inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane, gli Italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di Signor No. Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni». Pronta la risposta di Luigi Di Maio«La lega ha preso in giro gli italiani. Noi pronti al voto, della poltrona non ci interessa nulla e mai ci è interessato».

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Di Maio«Votare subito il taglio dei parlamentari, poi elezioni». «C'è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. È una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti. Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l'opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio è un appello a tutte le forze politiche in Parlamento: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto», dice il vicepremier Luigi Di Maio.

Salvini: «Vacanze non siano scusa, deputati tornino a lavorare». «Le vacanze non possono essere una scusa per perdere tempo e i parlamentari (a meno che non vogliano a tutti i costi salvare la poltrona) possono tornare a lavorare la settimana prossima, come fanno milioni di Italiani». Così Matteo Salvini.

La giornata. «Nessun rimpasto, l'unica alternativa sono le elezioni». La Lega, con una nota ufficiale, nega l'ipotesi di un rimescolamento dei ministri per proseguire con il governo giallo-verde. Crisi inevitabile, dunque? Il Carroccio smentisce di stare valutando il ritiro dei propri ministri ma Salvini ha avuto un lungo colloquio a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte«La crisi aprirebbe a un governo tecnico, una follia», è la posizione del M5S, che definisce la nota del Carroccio «incomprensibile»: «Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari». 

«C'è la consapevolezza e la presa d'atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, choc fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l'Europa tra Lega e 5 Stelle ci sono visioni differenti. Il voto di ieri sulla Tav ne è solo l'ultima, evidente, irrimediabile certificazione», spiega il Carroccio in una nota. «L'Italia - sottolinea - ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l'unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni». 

Conte stamani ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi al Colle per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: i due hanno fatto un punto della situazione ma non si è parlato di apertura di crisi e tanto meno di dimissioni del premier. Conte è rientrato a piedi a Palazzo Chigi dopo circa un'ora di colloquio. Il premier, che si è mostrato sorridente, non ha risposto alle domande dei cronisti che gli chiedevano conferma del suo incontro al Colle. Conte ha ringraziato chi gli faceva gli auguri per il buon compleanno e a sua volte ha detto: «Auguri e buon lavoro».

GLI SCENARI
Solo quando lo scenario dovesse risultare più chiaro, fino ad arrivare ad una concreta ed estrema prospettiva di crisi di governo, si inizierebbe a ragionare sulle possibili soluzioni da mettere in campo. E in questo momento l'attesa sarebbe per le decisioni che compierà Matteo Salvini, perché dalle sue scelte a cascata deriverebbero quelle degli altri attori in campo. Per ora, a parte la dura nota diffusa dalla Lega, il ministro dell'Interno rimane in silenzio e non trova conferme la possibilità di una sua salita al Colle nelle prossime ore. Così, se un eventuale rimpasto, escluso comunque dal Carroccio, potrebbe portare ad una crisi lampo (in ogni caso con un passaggio parlamentare, magari con il rinvio alle Camere di Conte); con una crisi vera e propria si aprirebbe il normale iter che fa seguito alle dimissioni del presidente del Consiglio, un inedito nella storia repubblicana alla vigilia di ferragosto.

Si riproporrebbe così la stessa situazione creatasi poco più di un anno fa all'indomani delle elezioni. Mattarella, cioè, attraverso la consultazioni con le forze politiche, verificherebbe se il Parlamento è in grado di esprimere una maggioranza per sostenere un governo, considerando che nessuno dei tre poli è in grado da solo di dar vita ad un esecutivo. Solo se ogni tentativo risultasse vano potrebbe aprirsi la strada delle elezioni. Senza dimenticare però l'esigenza di garantire la salvaguardia dei conti pubblici, legata alla necessità di approvare la legge di Bilancio, evitando così l'esercizio provvisorio e l'aumento dell'Iva, frutto degli impegni assunti negli anni passati con l'Unione europea con le cosiddette clausole di salvaguardia.
 

 

M5S
Così fonti di governo del M5S: «Leggiamo dai giornali di possibili crisi di governo. Il M5S è al lavoro come ogni giorno per il Paese e dunque lo è anche il capo politico, Luigi Di Maio. Chiunque oggi aprisse una crisi di governo, l'8 agosto, si assumerebbe la responsabilità di riportare in Italia un governo tecnico. Sarebbe folle». 
 

Ultimo aggiornamento: 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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