Governo in crisi, spunta la "maggioranza Ursula": ecco cosa significa

Governo in crisi, spunta la "maggioranza Ursula": ecco cosa significa
di Francesco Malfetano
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Martedì 2 Febbraio 2021, 09:59 - Ultimo aggiornamento: 16:45

Sono ripresi questa mattina i lavori del tavolo programmatico guidato dal presidente della Camera Roberto Fico sulla base del mandato esplorativo da lui ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nonostante l'incontro ieri si sia protratto fino alle ore 21 un accordo tra le diverse anime della maggioranza che ha già sostenuto Giuseppe Conte nel suo secondo mandato, è infatti ancora lontano. Anzi, c'è da registrare come la tensione sia stata relativamente alta fino a questo momento.

Mattatore del tavolo è in qualche modo Matteo Renzi che con i suoi spinge per arrivare ad un nuovo esecutivo (il Conte-ter è stato ormai sdoganato) entro la settimana e chiede subito un programma e un documento di sintesi. Non solo, il leader di Iv che dimettendo le sue ministre dal governo ha causato la crisi attuale, propone anche una bicamerale per le riforme guidata dall'opposizione e, soprattutto, insiste sul Mes (da prendere anche in parte) e dice no allo spacchettamento dei ministeri. Tutt'altro che accantonati in pratica i «temi divisivi» come invocato da più parti, dem e 5s in testa, prima dell'inizio dei lavori ma posizioni ammorbidite. Per i cinquestelle infatti, al netto delle «sensibilità diverse», si è trattato di un «confronto franco» guidato da uno spirito costruttivo. Parole che però non aprono alle proposte di Iv a cui rilanciano con le solite battaglie: equo compenso, riforma elettorale per reintrodurre le preferenze, rilancio del reddito di cittadinanza e salario minimo. 

Fico vorrebbe tornare al Colle già oggi per dare un'indicazione chiara sul risultato dei lavori, ma per il momento ancora non è stata trovata l'amalgama necessaria per farlo, ne tantomeno è stato definito nero su bianco un programma accettabile per tutti e che dia, come richiesto da Sergio Mattarella, continuità d'azione per i ministeri a cui fanno capo Recovery e gestione sanitaria. 

Maggioranza Ursula

Un'attesa della conclusione dei lavori che ha finito con il far aleggiare nuovamente lo spettro di un governo a "maggioranza Ursula". Vale a dire una coalizione di governo simile a quella che, nel 2019, aveva permesso la conferma della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: composta cioè non solo da partiti conservatori e progressisti, ma anche da una parte degli euroscettivi "moderati". In pratica a Bruxelles la riconferma è stata possibile grazie ai voti del Partito Popolare Europeo, da una parte dei socialdemocratici (S&D), dai liberali e da alcuni partiti euroscettici. Una formazione che tradotta nelle categorie poltiche italiane attualmente ipotizzate, comprende il Partito Democratico, LeU, il Movimento 5 stelle ma anche +Europa, Cambiamo! e ,soprattutto, Forza Italia. Ne nascerebbe cioè un governo molto forte che però, in base ai veti posti da alcuni dei protagonisti, chiederebbe l'uscita di scena di Giuseppe Conte per far spazio a un nome meno divisivo e di sicuro appeal come l'ex presidente della Bce Mario Draghi o l'ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. 

Lo scenario peraltro, proprio dalle pagine del Messaggero, era stato già teorizzato nel 2019 da Romano Prodi: «Forse bisognerebbe battezzare questa necessaria coalizione filoeuropea “Orsola”, cioè la versione italiana del nome della nuova presidente della Commissione europea». In quell'occasione però Forza Italia era rimasta unita al centrodestra, all’opposizione. 

 
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