GOVERNO

Oggi la fiducia alla Camera, Conte:
crescita e governo di legislatura

Lunedì 9 Settembre 2019 di Diodato Pirone

Il premier Giuseppe Conte oggi presenterà alla Camera il suo secondo governo. L'impronta sarà quella della pacificazione, dopo la stagione delle contrapposizioni e dei toni urlati. Al suo fianco avrà da un lato Luigi Di Maio e un M5S che non rinnega quanto fatto negli ultimi quattordici mesi, dall'altro Dario Franceschini in rappresentanza di un Pd che chiede di «cambiare tutto». La sfida sarà farli collaborare «lealmente» come non è capitato con la Lega. Nella consapevolezza che fuori, pronti a infiammare le piazze, ci saranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni, a invocare le elezioni e protestare contro una maggioranza «usurpatrice».

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L'EVOLUZIONE
Poco più di un anno fa Conte si presentava come l'avvocato del popolo. Al «bis», nel discorso con cui chiederà la fiducia alla Camera (e domani al Senato) rilancerà quello che vorrebbe suo tratto distintivo: la spinta a un «nuovo umanesimo». Insieme all'ambizione di parlare all'intero Paese, a partire da misure attese «da tutti» e «senza contrapposizioni».
In Parlamento i numeri sembrano esserci. Alla Camera i partiti della nuova maggioranza contano su 355 deputati e, anche se qualcuno non si dovesse presentare, la fiducia non è in discussione. A Palazzo Madama i numeri sono più risicati perché i senatori sicuramente favorevoli sono 165 ma altri 7 o 8 sono indecisi o si asterranno e dunque anche se qualche senatore di maggioranza per malpancismo politico o per altre cause domani non dovesse votare si alla fiducia, la minoranza resterà staccata di una ventina di voti.
In cima all'agenda che Conte illustrerà ci saranno la imminente manovra economica e il tema dei migranti. Argomenti da inquadrare in un rapporto più forte, di dialogo «critico», con l'Europa. Per il resto, come preannunciato ai capi delegazione di M5S, Pd e Leu, il premier dovrebbe sviluppare i ventinove punti del programma di governo, primo canovaccio dell'azione dell'esecutivo.
Non ci sarà molto tempo per il rodaggio, questa volta. I primi cento giorni rosso-gialli dovrebbero avere la legge di bilancio al centro, protagonista assoluta. La visita di dopodomani di Conte a Bruxelles darà il via ufficiale alle trattative per ottenere margini di manovra e provare a trasformare una legge di bilancio difficilissima nella chance di dare un primo segnale nel senso di una crescita più equa. Ma in Ue Conte spingerà anche sul fronte immigrazione, nella speranza di avere un sostegno sempre più concreto e registrare passi avanti utili pure a spuntare le armi alla propaganda leghista.
Ambiente, diritti, riforme e le modifiche ai decreti sicurezza: sono tra i temi più attesi. L'attenzione sarà forte sull'autonomia regionale. E ancora: aiuti alle fasce deboli, ai terremotati e ai disabili, pensioni di garanzia per i giovani, parità di genere nelle retribuzioni, edilizia residenziale pubblica, lotta alle mafie. Si attende di capire se il presidente del Consiglio citerà le misure di bandiera dell'ultima manovra, quota 100 (scade tra due anni) e reddito di cittadinanza che, anche secondo i pentastellati, si può migliorare nei dettagli.

 

Ultimo aggiornamento: 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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