Giorgio Napolitano, nel 2018 l'intervento al cuore al San Camillo dopo il ricovero per un malore

L'operazione per una dissecazione parziale aortica

Giorgio Napolitano, nel 2018 l'intervento al cuore al San Camillo dopo il ricovero per un malore
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Sabato 21 Maggio 2022, 17:40

Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, 97 anni il prossimo giugno, è stato operato allo Spallanzani. Intervento riuscito, ma la prognosi resta riservata. Già quattro anni fa Napolitano aveva subito un intervento: era il 24 aprile del 2018 quando, all'ospedale San Camillo, era stato operato dopo un ricovero d'urgenza per una dissecazione parziale aortica. Anche in quell'occasione l'operazione aveva avuto successo e il Presidente si era rimesso nel giro di una settimana.

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L'intervento nel 2018


«Risponde agli stimoli e apre gli occhi. Ha un'ottima tempra, ma per il momento è impossibile fare previsioni»., aveva detto subito dopo l'intervento Francesco Musumeci, che lo aveva operato. Anche in quell'occasione la prognosi rimase riservata per 24 ore.  Ad aspettare fiducioso l'ex presidente c'era il figlio Giulio, docente universitario. Il malore era avvenuto nel tardo pomeriggio, mentre era dalla moglie Clio ricoverata in una clinica ortopedica privata. Napolitano aveva sentito un forte dolore al petto. Subito era stato trasportato prima al Santo Spirito, poi al San Camillo. Il reparto di cardiochurgia dell'ospedale capitolino era diretto dal professor Francesco Musumeci. Napolitano - spiega chi era potuto stargli vicino quando il malore si era appalesato - non aveva mai perso conoscenza. era arrivato in ospedale lucido, rispondendo alle domande dei sanitari che poi avevaano deciso per l'intervento.

 

La ripresa

Napolitano era stato poi trasferito in reparto a cinque giorni dall'intervento chirurgico all'aorta superiore: «Il decorso post operatorio procede regolarmente in relazione alla complessità dell'intervento e all'età del paziente. Il Presidente ha già iniziato il programma di riabilitazione cardio-respiratoria e motoria. È autonomo nell'alimentazione ed in ottime condizioni neuro-cognitve e psicologiche», recitava il bollettino relativo al trasferimento.
 

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