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Frosinone, elezioni: Lega, FI e FdI cercano la terza vittoria consecutiva. Renzi alleato con Pd-M5S (ma senza simbolo)

Azione di Carlo Calenda si presenta da solo con un proprio candidato sindaco

Frosinone, elezioni: Lega, FI e FdI cercano la terza vittoria consecutiva. Renzi alleato con Pd-M5S (ma senza simbolo)
di Andrea Bulleri
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 17:23 - Ultimo aggiornamento: 17:42

Elezioni comunali 2022 - Il farmacista contro il Rieccolo. E poi il civico, l'outsider di destra e il giovane socialista. È sfida a cinque a Frosinone, il più piccolo dei capoluoghi laziali al voto domenica. Qui la destra governa dal 2012, e alle prossime amministrative punta a fare il triplete schierando compatta Riccardo Mastrangeli, presidente provinciale dell'ordine dei farmacisti. Non esattamente un volto nuovo in campo: 62 anni, Mastrangeli approda a Montecitorio nel 1994, eletto nelle liste di Forza Italia ai tempi della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Due anni dopo lascia il parlamento e torna alla politica locale. E dal 2012, oltre a dedicarsi alla sua farmacia, fa l'assessore al bilancio nella giunta dell'attuale primo cittadino, il leghista Nicola Ottaviani.


Punta sull'usato sicuro anche il centrosinistra, qui in versione allargata a Movimento 5 stelle e Italia Viva (ma il partito di Matteo Renzi ha scelto di non correre con il proprio simbolo). Lo sfidante scelto dal campo progressista è Domenico Marzi, 68 anni, uno che Frosinone la conosce bene: è già stato sindaco dal 1998 al 2007. Poi si è ricandidato nel 2012, dopo che tre anni prima aveva tentato (senza riuscirci) di agguantare la presidenza della provincia. Ma i leader stavolta ci sperano davvero, tanto che sia Giuseppe Conte (il 28 maggio) che Enrico Letta (il 3 giugno) hanno fatto tappa a Frosinone.

Indicata ieri dal responsabile Enti locali del Pd Francesco Boccia come una delle città che a questo giro «devono tornare al centrosinistra». L'obiettivo minimo, in ogni caso, è agguantare almeno il ballottaggio, visto che cinque anni fa la destra stravinse incassando il 56 per cento al primo turno.


Destra in cui Fratelli d'Italia, dopo la rinuncia a schierare un proprio candidato, punta a fare la parte del leone. Le europee del 2019 (in cui la Lega di Matteo Salvini sfondò con il 42,9 per cento nel capoluogo ciociaro) a queste latitudini sembrano lontane.


GLI OUTSIDER


Sul fronte centrista, se i renziani hanno scelto di appoggiare Marzi, Azione di Carlo Calenda è andata per la sua strada. A Frosinone sostiene il civico Mauro Vicano, 64 anni, dirigente della Asl ed ex capogruppo Pd in consiglio comunale. L'altro outsider è Giuseppe Cosimato, avvocato dissidente di Fdi, che di anni ne ha 66. E in città c'è chi maligna che già dall'età dei candidati si capisce che Frosinone non è un posto per giovani.


Un giovane in realtà c'è: ha 39 anni e si chiama Vincenzo Iacovissi. Ma, ironia della sorte, corre con il simbolo più vecchio che compare sulla scheda: il garofano rosso del partito socialista di craxiana memoria. «Siamo gli unici a rappresentare il futuro - assicura lui, che avrebbe voluto tentare l'assalto alla poltrona di sindaco già nel 2017 ma fu convinto a ritirarsi - Frosinone merita uno scatto generazionale».

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