Forza Italia, la fuga degli azzurri delusi. Ma Berlusconi: «Non hanno futuro»

Tra le uscite di ieri quella della coordinatrice mantovana Annalisa Baroni

La fuga degli azzurri delusi Il Cav: «Non hanno futuro»
di Emilio Pucci
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Martedì 26 Luglio 2022, 06:24

FI continua a perdere pezzi. Ieri hanno lasciato altre due deputate, Baroni e Versace, e nei prossimi giorni potrebbero arrivare altri addii. Ma gli strappi nel partito azzurro non preoccupano affatto Silvio Berlusconi. «Chi è andato via non farà strada in quella accozzaglia che va da Speranza a Calenda. Chi passa dall'altra parte non ha futuro. È un tradimento non verso Berlusconi ma verso gli italiani», continua a ripetere. L'ex premier minimizza pubblicamente ed è ancora più duro nei suoi colloqui. «Ci stanno facendo un regalo, significa che avremo meno problemi con le liste». È un'altra la battaglia che preoccupa il presidente forzista. È quella sui collegi perché la proposta di dividere la torta 33% ad ognuno dei tre partiti maggiori del centrodestra era arrivata proprio da villa Grande. Quel 50% che invoca Fratelli d'Italia per il Cavaliere è quasi un affronto. Ma non per questo vuole polemizzare.

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Anche con la Meloni: «Sarebbe un ottimo premier, non è vero che ho posto il veto», rivela. Ma pensa che la questione della premiership debba essere affrontata in un successivo momento, dopo le elezioni. «Se punta i piedi sbaglia, ci vuole unità. Così sarà lei a perdere i voti», la tesi. Con un'aggiunta: «Chi prova a demonizzarla o a screditarla è in errore, è il solito gioco della sinistra. Io ci sono passato già».


CAROTA E BASTONE
Carota e bastone nei confronti dell'alleata quindi. Mentre per chi ha salutato il partito c'è solo irritazione. Soprattutto verso i ministri azzurri. La prima è stata la Gelmini che ieri ha fatto un ulteriore passo avanti nel campo avversario. «Seguirò con attenzione il lavoro che Calenda sta facendo», ha spiegato dopo il manifesto illustrato dal leader di Azione. Il secondo è stato Brunetta, «riposi in pace», è stato il commento mentre la Carfagna ha preso le distanze dagli attacchi piovuti contro il ministro degli Affari regionali e il responsabile della Pubblica amministrazione. Il ministro per il Sud sta facendo una riflessione seria, ci sono contatti in corso («Sono sicuro che continuerà a impegnarsi nel nostro progetto», afferma la Ronzulli, fedelissima di Berlusconi) ma non è affatto escluso che vada via. E anche altri deputati sono in sofferenza.

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«Le offese a Brunetta non sono piaciute a molti», sottolinea un parlamentare. Le chat interne sono silenziose ma oltre allo scontro con l'ala governista c'è da considerare i pochi posti sicuri in lista. In tanti si sono recati nella residenza dell'ex presidente del Consiglio per perorare la propria causa. Il Cavaliere è netto: «Il leader sono io. Chi ha pensato di agire in autonomia è caduto in un grave sbaglio».
La diatriba con gli esponenti di FI al governo è nota. Sono stati nominati direttamente da Draghi senza avere l'avallo del presidente azzurro. Il coordinatore del partito Tajani accusa quelli che considera transfughi dei «fiancheggiatori del Pd». «Come si fa a passare dall'altra parte della barricata? Non è che uno diventa di sinistra perché non è d'accordo con una scelta del suo partito», taglia corto. Ma nelle ultime 24 ore hanno lasciato tre coordinatori provinciali e un assessore in Lombardia. E appunto due deputate. L'addio che fa più rumore è quello della campionessa paralimpica Giusi Versace. «È stata fatta spiega riferendosi alla decisione di non votare la fiducia a Draghi - una scelta che non comprendo e che fatico a giustificare perché ha messo l'Italia in ulteriori difficoltà, innescando un'altra crisi che si poteva evitare». «Sono stati traditi i valori in cui ho sempre creduto», l'aggiunta.
IN USCITA
Sulla stessa lunghezza d'onda la forzista Baroni, potrebbe scegliere lo stesso percorso anche la Mazzetti e la Porchietto. A salutare i gruppi poi sono stati nei giorni scorsi il deputato Caon e il senatore Cangini che ha già aderito ad Azione. «Addii dettati dal rancore», osserva l'azzurro Martino, «in questa fase serve responsabilità e uno sforzo nel centrodestra per trovare un'intesa vera per governare il Paese».
 

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