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Covid, post choc consigliere di Forlì Lasaponara: «25 aprile partigiani tutti in piazza. Si ammalano? Rischio che è bene correre». La Lega lo espelle

Covid, consigliere leghista choc a Forlì: il 25 partigiani tutti in piazza. Si ammalano? Rischio che è bene correre
4 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Aprile 2020, 17:13 - Ultimo aggiornamento: 18:43

«Se gli anziani partigiani il 25 aprile vogliono scendere insieme facciamoli andare. Si ammalano di Covid? È un rischio che corriamo volentieri». Questo, in sintesi, il post choc pubblicato su facebook dal consigliere comunale della Lega di Forlì, Francesco Lasaponara. Parole che hanno ovviamente sollevato un putiferio. Il sindaco leghista di Forlì ha detto di auspicare le dimissioni di Lasaponara. La Lega lo ha espulso.

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Ecco il post integrale: «Se anziani partigiani (più sono anziani e meglio è), e altri esponenti Anpi vogliono radunarsi per celebrare nonostante il virus perché fermarli? Anzi andrebbero incoraggiati a farlo, magari in qualche città con un sindaco dal cuore partigiano, tipo Milano. Ed è giusto che celebrino spalla a spalla con i propri compagni. Ovviamente poi se dovessero ammalarsi dispiacerebbe molto a tutti ma è un rischio che va corso per qualcosa di più importante. È un rischio che dobbiamo assolutamente correre. Ne va del bene della nostra gente».



Il post a margine aveva slogan e hashtag contro i partigiani. Diciamo "aveva" perché è stato rimosso. Non abbastanza in fretta, tuttavia, da impedire che desse avvio a un'ondata di polemiche. Capofila l'Anpi di Forlì che ha definito il messaggio «inqualificabile e vergognoso»: «Non possiamo tollerare che a Forlì, città medaglia d'argento per meriti resistenziali, e la cui piazza ha visto il martirio dei partigiani del battaglione Corbari Casadei ci sia un consigliere comunale, tal Francesco Lasaponara, che attacca, in modo becero, i partigiani, che vorrebbe in piazza a rischio contagio».

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«Uno schifo. Davvero un'oscena bassezza - commenta anche il segretario del Pd Forlivese, Daniele Valbonesi -, oltre che cinica. Ma la Lega è allora questa? Sono questi gli individui con cui Salvini intenderebbe governare il Paese? Questi rozzi e grotteschi personaggi da quattro soldi che fanno politica con lo slogan 'partigiano prendilo in manò?».

Poi la notizia: la Lega ha espulso Lasaponara. Lo comunica il partito di Forlì. «Ciò che ha scritto - scrivono i responsabili - non rispecchia in alcun modo il pensiero, le idee e i valori su cui si fonda la Lega. Chiediamo al consigliere di scusarsi pubblicamente e di rassegnare immediatamente le proprie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. In ogni caso la Lega - riunito d'urgenza il direttivo cittadino - ha deciso di espellerlo».

Alla luce delle parole scritte sulla sua pagina Facebook, poi rimosse, «auspichiamo che Lasaponara prenda atto della gravità delle sue dichiarazioni, faccia un passo indietro e si dimetta dal consiglio comunale, avanzando le proprie scuse a tutta la comunità non solo forlivese ma anche nazionale», sostengono in una nota il primo cittadino forlivese Gian Luca Zattini e la sua Giunta. «Il Sindaco di Forlì, forte della sua storia, politica e personale, fondata sul rispetto dei principi costituzionali di questo Paese e l'intera Amministrazione comunale di Forlì - si legge - si dissociano nel modo più assoluto rispetto alle dichiarazioni rese sul proprio profilo Facebook dal consigliere comunale della Lega, Lasaponara Francesco Innocente. Le sue sono affermazioni gravissime che negano la storia della Resistenza e i sacrifici di migliaia di italiani nel percorso di liberazione della nostra Repubblica». Quindi, prosegue la nota, «il Comune di Forlì e questa Giunta riconoscono e celebrano con orgoglio e senso di appartenenza i valori fondanti della Costituzione della Repubblica Italiana e i principi democratici e antifascisti su cui si fonda il nostro Paese, principi costituenti patrimonio acquisito e non sindacabile della coscienza e della identità del popolo italiano. Le affermazioni di Lasaponara - concludono sindaco e Giunta - offendono non solo le vittime della storia repubblicana ma anche il sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto per difendere i valori liberali e antifascisti della giustizia, dell'uguaglianza e della responsabilità democratica».

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