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Claudio Durigon: «I sindacati? Un errore disertare il Viminale. La flat tax sarà coperta con un sano deficit»

Claudio Durigon: «I sindacati? Un errore disertare il Viminale. La flat tax sarà coperta con un sano deficit»
di Simone Canettieri
3 Minuti di Lettura
Lunedì 5 Agosto 2019, 09:12

dal nostro inviato
MILANO MARITTIMA Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro della Lega, due tavoli di concertazione per una sola manovra. O forse il governo è così spaccato che di fatto state preparando due finanziarie diverse e inconciliabili per rompere?
«No, il tavolo di Matteo Salvini al Viminale sarà, ed è, complementare a quello con il presidente Conte. Io parteciperò a entrambi gli appuntamenti: domani (ogg-ndr) sarò a Palazzo Chigi, martedì al Viminale».
Ma a quello di martedì non parteciperanno i segretari generali dei sindacati: è una dichiarazione di sfiducia nei confronti della Lega?
«Ma no. La Furlan, manderà per la Cisl il vice. Poi».
Cosa?
«Se i sindacati chiedono il confronto e poi non si presentano sbagliano: gli assenti hanno sempre torto».
Ammetterà che giocare su due tavoli può indurre alla confusione le parti sociali.
«No, noi stiamo cercando di capire le loro richieste».
Ma la manovra dove si farà: al Viminale o a Palazzo Chigi?
«A Palazzo Chigi, ma terrà conto delle nostre proposte. C'è un contratto che ci lega a un programma e noi ascoltiamo tutti».
E cosa vi dicono questi tutti?
«Imprese, sindacati e cittadini vogliono uno choc fiscale».
Ma dove prendete le coperture per la Flat tax?
«Faremo sano deficit per far ripartire l'economia».
Sano deficit non è un ossimoro?
«No, è una condizione necessaria per dare risposte al Paese in questa fase: una minor tassazione è d'obbligo».
Ma finora le forzature con l'Europa sono state per Quota 100 e Reddito di cittadinanza: mosse non proprio espansive, non trova?
«Eh no: Quota 100 sta dando i suoi frutti. Ci sono state oltre 50mila adesioni. Che saranno accompagnate da nuove assunzioni nella Pa con lo sblocco del turn over».
E il Reddito che piace tanto al M5S?
«Diciamo che le risposte non sono arrivate così rapide come ci aspettavamo»
Un flop?
«No, è un meccanismo più complesso, diciamo». (Ride)
Ma l'Europa vi dirà di no al vostro sano deficit per la Flat tax.
«L'Europa non può più dirci di no. Ricordo che il neo commissario è stato eletto con i voti fondamentali del M5S e quindi perché dovrebbe ostacolare il governo in questa nuova fase di costruzione dell'Europa?».
Ma a settembre, visti i fronti aperti, per andare avanti dovrete rivedere il contratto?
«Il contratto non va rivisto, semmai va interpretato alla luce dei cambiamenti politici e nel Paese. Anche se non sicuro che basti per andare avanti: i no degli amici grillini sono davvero troppi».
Anche voi della Lega dite dei no: tipo sul salario minimo del M5S.
«Proveremo a trovare un accordo».
 

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