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Eutanasia bocciata/Omicidio del consenziente: dietro al no il rischio abusi

La Consulta: potenziale impunibilità per chi uccide persone non sofferenti. Il Vaticano: la morte non è un diritto. Oggi la Camera vota un nuovo testo

Eutanasia bocciata/Omicidio del consenziente: dietro al no il rischio abusi
di Diodato Pirone
4 Minuti di Lettura
Giovedì 17 Febbraio 2022, 07:51 - Ultimo aggiornamento: 08:59

Il referendum sull’omicidio del consenziente (che non combacia con l’eutanasia) è stato bocciato dalla Corte Costituzionale per una motivazione molto semplice: «Se approvato avrebbe aperto all’impunità penale di chiunque uccide qualcun altro con il consenso, sia che soffra sia che non soffra», ha detto il presidente della Consulta, Giuliano Amato. A parere dei giudici, dunque, il tema dell’eutanasia va legato solo alle persone che soffrono e comunque può essere il Parlamento a calibrarlo.


Non a caso oggi alla Camera riesploderà lo scontro sulla legge sul fine vita che torna all’esame della Camera. Contrario “senza se e senza ma” il centrodestra, pronto a dare battaglia perché si sente rafforzato dallo stop della Corte costituzionale. Oggi pomeriggio in aula comincia il voto degli emendamenti: circa 200, gran parte del centrodestra, che tenne un atteggiamento durissimo nel corso del primo passaggio parlamentare davanti alle commissioni Giustizia e Affari sociali di Montecitorio.


IL PRESSING
Quindi la legge va avanti, anche dietro il pressing del presidente della Camera, Roberto Fico, da sempre fra gli sponsor del provvedimento (nato dall’unificazione di più proposte di legge di Pd e M5s). «Bisogna andare fino in fondo, perché il Parlamento ha il dovere morale e politico di approvare una legge che il Paese attende», ammonisce Fico.
Sull’iter pesa anche l’alt del Vaticano che ribalta l’argomentazione che il suicidio medicalmente assistito e l’eutanasia siano «forme di solidarietà sociale o di carità cristiana». Per il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita «altre sono le strade della medicina degli inguaribili e del farsi prossimo ai sofferenti e ai morenti». E sentenzia: «La vita è un diritto, non la morte».


Un fatto è certo: la strada del disegno di legge appare in salita. Ma, vista la natura etica della questione, non si esclude il ricorso alla libertà di coscienza. Potrebbe farla valere Forza Italia, che più volte ha lasciato voto libero ai suoi parlamentari su temi etici.
Tuttavia l’occasione dello scontro c’è e la tentazione di approfittarne è alta. Un rischio da scongiurare, secondo Giuseppe Conte che quindi fa un appello: «Evitiamo colorazioni politiche, se questo può rendere più difficoltoso il dialogo con le altre forze politiche. Apriamoci a un confronto», dice il presidente del M5s. Ricorda che il Movimento è in prima linea sul tema ed elenca le parti più pregiate del testo: «È molto equilibrato - sottolinea - abbraccia anche il rafforzamento delle cure palliative e introduce percorsi di verifica con interventi di comitati etici».


In realtà a poche ore dallinammissibilità della Consulta sul referendum sull’eutanasia lo stop potrebbe diventare un’arma a doppio taglio per favorevoli e contrari. Per i primi potrebbe essere uno stimolo al Parlamento a legiferare, sulla scia del tweet di Enrico Letta: «La bocciatura da parte della Corte Costituzionale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito secondo le indicazioni della Corte stessa». Il testo in effetti recepisce le indicazioni della Consulta espresse nella sentenza del 2019 che prevede la non punibilità del suicidio assistito, se ci sono alcuni requisiti. Resta l’amarezza dell’Associazione Coscioni, fra i promotori del referendum, che denuncia il testo all’esame della Camera come «peggiorativo rispetto ai diritti a oggi conquistati nei tribunali».
 

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