Ergastolo ostativo, cos'è? Perché si vuole rinviare (in parte) la riforma Cartabia? Le misure del governo Meloni

Meloni vuole mantenere misure più restrittive per i detenuti legati alla criminalità organizzata, mentre il Guardasigilli Nordio accoglierà la richiesta di alcuni procuratori

Ergastolo ostativo, cos'è? Perché si vuole rinviare (in parte) la riforma Cartabia? Le misure del governo Meloni
di Fausto Caruso
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Lunedì 31 Ottobre 2022, 12:05

Oggi alle 13 la premier Giorgia Meloni è attesa dal Consiglio dei Ministri che dovrà chiudere la partita dei sottosegretari, decidere sulla proroga delle mascherine negli ospedali e soprattutto varare i primi provvedimenti in tema di giustizia: la difesa dell’ergastolo ostativo e il rinvio dell’entrata in vigore di una parte della riforma Cartabia. Ma di che si tratta e perché si parla tanto di questi temi? Vediamoli nel dettaglio.

Che cos’è l’ergastolo ostativo?

Il cosiddetto ergastolo ostativo è una modifica dell’ordinamento carcerario introdotta dopo gli attentati mafiosi contro i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992. Secondo tale modifica i condannati all’ergastolo per i reati previsti dall’articolo 416-bis del codice penale, quindi mafia, terrorismo e attività eversive, non possono accedere a riduzioni della pena, permessi di lavoro, permessi premio e a nessun altro dei “benefici penitenziari”, a meno che non collaborino attivamente con la giustizia e prendano parte a percorsi di reinserimento. Per questo viene anche conosciuto come “fine pena mai”.

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Qual è la differenza con l’ergastolo normale?

Chi viene condannato all’ergastolo per reati diversi da quelli previsti dal 416-bis può comunque avere, dopo un tempo ritenuto congruo, riduzioni di pena, permessi di lavoro, permessi premio o accedere a misure alternative alla carcerazione qualora mantenga una buona condotta e partecipi ai percorsi di reinserimento. Manca dunque la condizione di collaborare con la giustizia.

Perché se ne parla?

L’argomento è stato per lungo tempo al centro del dibattito italiano in tema di giustizia. Nel maggio 2021 una sentenza della Corte Costituzionale ha rilevato che la norma entrerebbe in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione, ovvero quelli che prevedono che la legge sia uguale per tutti e che il fine della carcerazione debba essere rieducativo. L’ergastolo ostativo creerebbe infatti delle differenze tra i detenuti condannati alla stessa pena, l’ergastolo, per reati diversi. La Corte Costituzionale entrerà nel merito della questione in una nuova udienza prevista per il prossimo 8 novembre, dopo avere lasciato un congruo lasso di tempo al Parlamento per intervenire.

Cosa intende fare il governo?

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ritiene che l’ergastolo ostativo sia uno strumento chiave per il contrasto alla criminalità organizzata e dunque assolutamente da mantenere. La norma va però modificata per evitare un parere contrario da parte della Corte che porti alla sua abrogazione e dunque alla possibilità per i condannati per mafia e terrorismo di accedere ai benefici penitenziari anche senza collaborare con la giustizia. Il nuovo esecutivo intende riprendere il disegno di legge rimasto incompleto nella scorsa legislatura, ritenuto però troppo permissivo, così da continuare a impedire la «scarcerazione facile per i mafiosi», dando accesso ai benefici penitenziari a chi abbia dimostrato una «condotta risarcitoria» e soprattutto «la cessazione dei suoi collegamenti con la criminalità organizzata». Dati tempi i stretti prima della nuova pronuncia della Consulta la norma sarà oggetto del primo decreto legge del governo Meloni.

La riforma Cartabia: i principali contenuti

La riforma è una legge delega che prevede una ristrutturazione complessiva del processo penale volta a ridurre i tempi dei procedimenti e a modernizzare il sistema giudiziario italiano con una forte spinta alla digitalizzazione. Tra gli interventi più pesanti c’è la modifica della durata massima delle indagini preliminari: sei mesi per le contravvenzioni; un anno e sei mesi per alcuni delitti di particolare gravità; un anno, per tutti gli altri delitti. Alla chiusura delle indagini preliminari, Nel caso in cui «gli elementi acquisiti non consentono una ragionevole previsione di condanna» il Pubblico Ministero potrà avanzare richiesta di archiviazione. La riforma prevede inoltre, in caso di citazione diretta a giudizio, un’udienza predibattimentale con un giudice diverso da quello del procedimento e anche qui il magistrato può optare per il non luogo a procedere in caso «gli elementi raccolti non permettano una ragionevole previsione di condanna». Nel momento di procedere al dibattimento tutte le udienze vanno calendarizzate tempestivamente e le parti possono partecipare anche in maniera telematica, così come telematica diventa la trasmissione di alcuni atti.

 

Quali sono le ragioni del rinvio?

L’entra in vigore della riforma era previsto per il 1 novembre, ma con una lettera inviata al nuovo ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ben 26 procuratori della Repubblica hanno chiesto che questa venisse rinviata a fine anno (la nuova data sarebbe il 30 dicembre) almeno nelle parti che andrebbero a impattare direttamente lo svolgimento del processo. La richiesta si basa sulla necessità di ottenere un periodo transitorio in cui capire se e come applicare le novità introdotte non solo ai procedimenti che partiranno da domani in poi, ma soprattutto a quelli già in corso.

Il Pnrr e i dubbi delle opposizioni

Dai banchi della minoranza si sono sollevate proteste verso l’intenzione del nuovo Guardasigilli di accogliere la richiesta di rinvio, visto che la riforma era tra quelle necessarie per ottenere i fondi stanziati dall’Unione Europea per il Pnrr italiano. Secondo la Capogruppo del Partito Democratico alla Camera, Debora Serracchiani,  così si  «rischia di buttare a mare due anni di lavoro e di mettere a rischio i fondi Pnrr. Ci auguriamo che non sia questa la strada che vuole intraprendere il ministro Nordio. Sarebbe un inizio all’insegna dello scontro frontale con Bruxelles». Da Palazzo Chigi assicurano però che le tempistiche saranno rispettate senza intoppi.

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