Elezioni 25 settembre, i sondaggisti: «Crescerà l'astensionismo, italiani delusi sempre più dai partiti»

Calo previsto di 2-3 punti percentuali rispetto al voto del 2018 in cui andò alle urne del 73%

Elezioni, sondaggi «Crescerà astensionismo, italiani delusi»
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Venerdì 22 Luglio 2022, 15:01 - Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 19:59

Italiani delusi e sempre meno propensi ad andare a votare. È il ritratto che emerge dai sondaggi sulle tendenze di voto a settembre. Secondo gli esperti, la partecipazione dei cittadini alle prossime elezioni sarà inferiore a quella del 2018, quando l'affluenza si attestò al 73%, già in calo rispetto al 2013. 

«Ci sarà una lieve diminuzione dell'affluenza, di 2-3 punti. La percentuale di quelli che andranno a votare tenderà a ridursi, non solo contro i partiti politici ma per un fatto naturale di disaffezione, che avviene nei Paesi europei e nel mondo» spiega il sondaggista Nicola Piepoli. 

Tuttavia, c'è anche la possibilità opposta cioè quella di «un risveglio popolare». Questo risveglio potrebbe essere prodotto dal popolo del centro-sinistra, chiamato alle urne per arginare una vittoria che, nei numeri e sulla carta, sembra già assegnata al centro destra . «La vittoria data in mano al centrodestra, che è probabile superi il 50%+1 dei seggi in generale, può creare isole di scontento» e una sorta di «furore del popolo opposto, il centrosinistra che potrebbe recarsi alle urne per rabbia, perché gli sfugge la vittoria».

Tra le due tendenze, comunque, conclude Piepoli «prevarrà lo stare a casa, gli italiani si sono seduti». 

 

Astensionismo alto per la crisi dei 5 Stelle e di Forza Italia

Secondo Renato Mannheimer l'astensionismo potrebbe aumentare anche a casua della delusione degli elettori per la crisi del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia. «I 5 Stelle sono in totale crisi e di solito il loro elettorato di fronte a litigi e tensioni si rifugia nell'astensione. Alle ultime amministrative molto dell'astensionismo che si è registrato è stato dovuto alla fuga dai 5 stelle, e sono tanti voti che se ne vanno. Anche per Forza Italia, divisioni e abbandoni potrebbero portare a un aumento dell'astensione».

Tuttavia rimangono alcuni fattori, che se si verificassero potrebbero spingere gli italiani alle urne: la partecipazione «dipenderà anche dalla campagna elettorale. Se qualche leader è particolarmente esaltante o convincente questo potrebbe stimolare al voto, questo dipenderà dai prossimi mesi».

Alle amministrative ha votato 1 italiano su 2

Certo il clima nel nostro paese è di disaffezione e sconforto rispetto alla politica. Su tutti, basta il dato delle ultime amministrative, quando è andato a votare poco più di un elettore su due. Tuttavia, come sottolinea Maurizio Pessato «Alle politiche c'è maggiore mobilitazione, perché tutti capiscono che si fa una scelta di fondo, e scatta quindi un meccanismo di maggiore attenzione». Nonostante questo l'esperto è certo: «si andrà sotto il dato del 2018: non sono stati anni facili e c'è una delusione di fondo nei confronti delle istituzioni, che ha fatto ancora un passo avanti».

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