ELEZIONI REGIONALI 2020

Elezioni Puglia, M5S e centrodestra sfidano l'uscente Emiliano

Venerdì 18 Settembre 2020
Elezioni Puglia, M5S e centrodestra sfidano l'uscente Emiliano

Le elezioni regionali «non saranno un test per il governo nazionale», si sono affannati a dire in maniera quasi 'bipartisan' gli schieramenti politici. Ma le ultime battute della campagna elettorale in Puglia, a poco più di 24 ore dal voto, hanno rischiato di creare fibrillazioni nella maggioranza Pd-M5s. In attesa del suo comizio in serata a Bari per sostenere la candidata presidente Antonella Laricchia, il pentastellato Alessandro Di Battista ha scritto un post al veleno contro il governatore uscente, Michele Emiliano, sostenuto dal Pd.

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«La Commissione Antimafia ha pubblicato la lista dei candidati impresentabili - ha scritto su Fb - in Puglia sono 3 e 2 di questi corrono nelle liste di Emiliano». Parole sulle quali è intervenuto il capo politico del Movimento, Vito Crimi, precisando che «gli attacchi a Emiliano non lo sono al Pd come alleato di governo». In Puglia, regione governata da 15 anni dal centrosinistra (dieci con Nichi Vendola e gli ultimi cinque con Emiliano) sono otto gli aspiranti governatori. Ma i candidati con più chance di sedersi sulla poltrona da presidente sono tre: l'uscente Michele Emiliano (centrosinistra), l'ex governatore Raffaele Fitto (centrodestra), e la consigliera regionale Antonella Laricchia (M5S). C'è poi il sottosegretario agli Esteri, Ivan Scalfarotto, sostenuto da Italia Viva e da Azione di Carlo Calenda. Scalfarotto è considerato dal Pd una manovra di Renzi per danneggiare Emiliano con cui non ha mai avuto buoni rapporti. È stata proprio questa frattura nel centrosinistra, a fronte di una compattezza «vera» della coalizione di centrodestra, a spingere Emiliano e il suo ministro di riferimento, Francesco Boccia, a chiedere più volte un voto «disgiunto» e «utile» agli elettori del M5s e Italia viva.

Un appello che la pentastellata Laricchia ha definito una «mossa disperata», respingendo duramente anche l'invito del premier Conte a stringere un'alleanza con il Pd allo scopo di non consegnare la regione al centrodestra. Dall'altra parte del fiume, Lega, FI, FdI e Udc hanno più volte manifestato, negli ultimi giorni, la propria «unità», sottolineando la necessità di cambiamento in una regione da «troppo tempo male amministrata: è un treno che passa una volta sola», è il mantra che il centrodestra ha continuato a ripetere ai cittadini. Oggi le ultime cartucce dei candidati. Emiliano ha chiuso la sua campagna con un 'drive-in': candidati sul palco e sostenitori in circa 200 auto. Il governatore uscente ha incassato l'ennesimo endorsement del sindaco di Bari: «Michele - ha detto Antonio Decaro - mi ha insegnato a non pronunciare mai la parola 'impossibilè. Continuiamo questo viaggio insieme».

Scalfarotto ha sottolineato che Fitto ed Emiliano sono «cattiva politica», due «facce della stessa medaglia». L'ex ministro del Cinquestelle, Barbara Lezzi, ha detto agli elettori che «Emiliano» e il candidato del centrodestra «hanno chiuso ospedali». Mentre Fitto ha assicurato che «smonteremo la giostra del potere» del centrosinistra. Intanto nei seggi pugliesi è allarme per le rinunce (67% solo a Bari) dei presidenti che temono di essere contagiati. Per questo saranno 200 i volontari della Protezione civile che li sostituiranno.
 

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