Elezioni regionali, a febbraio sfide non solo in Lazio e Lombardia: ecco dove si vota e gli schieramenti in campo

Possibile election day il 12 e 13 febbraio. Il punto sulle sfida anche in Molise e Friuli Venezia Giulia

Elezioni regionali, a febbraio sfide non solo in Lazio e Lombardia: ecco dove si vota e gli schieramenti in campo
di Fausto Caruso
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Domenica 27 Novembre 2022, 15:52 - Ultimo aggiornamento: 16:21

Poco più di due mesi alle elezioni regionali in Lazio Lombardia. Nei giorni scorsi è stato il Consiglio federale della Lega ad auspicare che i due appuntamenti siano accorpati in un election day da tenersi il 12 e 13 febbraio. Mentre si discute di date, va avanti il valzer delle alleanze, tra proposte di accordi, tavoli sospesi e veti incrociati.

Allo stato attuale in entrambe le regioni si prospetta il vantaggio di un centrodestra unito contro dei partiti di opposizione che non trovano il modo di presentare un fronte compatto. Ancora più nebuloso il quadro in Molise e Friuli Venezia Giulia dove non si voterà prima di Maggio.

Lazio: per ora candidato solo D’Amato

Nel Lazio l’unica candidatura ufficiale rimane quella di Alessio D’Amato, assessore alla sanità della giunta uscente. D’Amato è esponente di punta del Pd laziale, ma i primi a fare convintamente il suo nome sono stati i leader del Terzo polo, Renzi e Calenda. Una “proposta” a cui i dem non hanno potuto dire di no, ma che a una parte del partito è parsa comunque un’imposizione. D’Amato si sta spendendo in prima persona per riallacciare i rapporti col resto del “campo largo”, che ha sostenuto fino ad oggi la giunta Zingaretti, ma senza diktat. «Io non faccio tentativi [per incontrare il leader del M5S Giuseppe Conte]. Noi governiamo insieme la Regione e dobbiamo difendere un lavoro e non ci facciamo logorare», ha dichiarato D’Amato. «Le porte sono aperte, ma noi andiamo avanti. La prossima settimana verrà chiuso l’accordo con le forze del centrosinistra e il perimetro programmatico della coalizione. E poi si parte». Il vero nodo di una possibile alleanza è il termovalizzatore di Roma, avversato da M5S e Alleanza Verdi-Sinistra. Per D’Amato è una questione statale demandata al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in qualità di Commissario, ma lo stallo potrebbe portare i grillini ad andare per la loro strada, magari portandosi dietro i rosso-verdi.

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Sul fronte opposto il centrodestra mostra unità, ma non manca qualche discussione interna. Il nome del candidato ancora non c’è e il vertice per deciderlo continua a slittare. L’opzione preferita è quella tecnica, ossia l’attuale presidente della Croce Rossa Francesco Rocca, che però non sembra entusiasta della proposta. Se si dovesse virare su un politico non è esclusa la discesa in campo di un big. Il ballottaggio che va avanti a porte chiuse sembra essere tra il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, e la deputata, Chiara Colosimo, fedelissima della premier Meloni. I sondaggi danno un solidissimo vantaggio alla coalizione attualmente al governo. L’unico pericolo potrebbe venire da un fronte di centrosinistra ampio e unito, che però non sembra essere all’orizzonte.

Lombardia: prove di dialogo Pd-M5S

Nella roccaforte del nord il centrodestra è compatto a sostegno della ricandidatura del governatore leghista uscente Attilio Fontana, dato dai sondaggi intorno al 50% e dunque diretto verso una comoda rielezione. L’avversaria più pericolosa poteva averla dentro casa, con Letizia Moratti che intendeva sottrargli la candidatura, ma a fine ottobre i dubbi dell’establishment del centrodestra hanno portato l’allora vicepresidente e assessore al Welfare a dimettersi e ad andare in proprio, eliminando l’impasse. L’ex sindaca di Milano ha presentato oggi la sua lista civica, mentre è già assicurato il sostegno del Terzo Polo. Nemmeno un nome forte come quello di Moratti sembra tuttavia aggregare più di un 12-13% dei consensi senza l’appoggio di partiti più grandi. Ci sono state prove di dialogo con il Pd, che però non ha ritenuto accettabile sostenere un’ex esponente di centrodestra e ha virato sulla candidatura dell’eurodeputato Pierfrancesco Majorino, ritenuto al contrario troppo radicale da Azione-Iv. Un nome di compromesso avrebbe potuto essere quello dell'econmista Carlo Cottarelli, neosenatore Pd, che però si è chamato fuori dalla contesa con annesso screzio social col segretario di Azione, Carlo Calenda

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A differenza del Lazio, in Lombardia sembrano esserci prove di approccio tra i dem e il Movimento Cinque Stelle. Venerdì il leader pentastellato Giuseppe Conte si è detto disponibile al dialogo, assist subito raccolto dal candidato del Pd che spera di «chiudere quanto prima un’alleanza di centrosinistra», parlando prima di idee e programmi e poi di alleanze. L’arrivo dei Cinquestelle potrebbe però far perdere pezzi a sinistra della coalizione visto che l'idea non piace a Più Europa. Intanto a staccarsi è il Nuovo Partito Socialista che candida l’attrice hard Priscilla Salerno.

Molise e Friuli

Meno sotto la luce dei riflettori le altre due regioni in cui le attuali giunte arriveranno a scadenza naturale in primavera. In Molise alle ultime politiche il primo partito è stato il M5S con il 24%, ma non sembra decollare il dialogo col Pd. Centrodestra unito anche qui, ma serpeggia qualche dubbio sulla ricandidatura del governatore uscente, Donato Toma di Forza Italia. Scontata invece in Friuli la seconda corsa del presidente uscente, il leghista Massimiliano Fedriga, tra i più apprezzati dei governatori italiani che non dovrebbe avere problemi a confermarsi.

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