Elezioni Europee, volata finale: Meloni-Schlein su tutti, gli altri cercano spazio

Antonio Tajani e Matteo Salvini sfogliano la margherita dei rispettivi distinguo europeisti, attenti però a sfumarli di volta in volta per non esagerare con la competizione intergovernativa

Elezioni Europee, volata finale: Meloni-Schlein su tutti, gli altri cercano spazio
di Francesco Malfetano
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Maggio 2024, 06:00

Elmetto ben piantato in testa e fino a cinque tappe in due giorni (di domenica e con prole al seguito) per Giorgia Meloni. Addio armocromista e addirittura più di 100 appuntamenti su e giù per lo Stivale per Elly Schlein. Comincia così l’ultima svolta della campagna elettorale per le Europee, con le due leader che accelerano in curva alla Nuvolari.

Gli altri? Si dimenano a più non posso, arroccandosi su posizioni identitarie o agitando temi divisivi e programmi più o meno articolati. Antonio Tajani e Matteo Salvini sfogliano la margherita dei rispettivi distinguo europeisti, attenti però a sfumarli di volta in volta per non esagerare con la competizione intergovernativa. Matteo Renzi e Carlo Calenda (leggi Stati uniti d’Europa e Azione) battibeccano come ai bei tempi del Terzo Polo nel tentativo di strapparsi un punto in più a vicenda, stavolta senza negarlo. Giuseppe Conte? Chiudersi a teatro sulle orme di Beppe Grillo ha forse finito con lo snaturare un po’ l’avvocato del popolo. I social però lo premiano e i suoi post sono i più visualizzati di tutti. Non abbastanza però per realizzare il sogno di imporsi come antagonista di Meloni, che pure prova a stuzzicare ad ogni occasione.

TELEMELONI

La rediviva TeleMeloni è però sintonizzata su altre reti.

Quelle che la portano a sfidare i telespettatori di La7 e la sinistra. Quelle della polarizzazione tra due contendenti, un po’ come se queste elezioni fossero un antipasto del modello proposto con il premierato. Quelle di via del Nazareno, appunto. Tant’è che pure i rispettivi comizi di FdI e Pd, finiscono con il sembrare un botta e risposta capriccioso, volto a tagliare fuori chi non ha concesso a Giorgia ed Elly la ribalta di Porta a Porta. La dem è a Testaccio il 2 giugno, la premier a piazza del Popolo il giorno prima.

Non solo, quasi come se gli incontri tra gli staff degli scorsi mesi fossero serviti a coordinare le agende più che i temi da affrontare nel dibattito mai tenuto, ieri la premier è volata in Sicilia per la firma del patto di coesione con Renato Schifani. Oggi, invece, sull’isola sbarcherà Schlein, con un tour tra centri grandi e piccoli delle province di Catania, Ragusa e Siracusa.

LO SPRINT

L’accelerazione l’ha imposta per prima Meloni con un attivismo degno della Giorgia battagliera d’opposizione, da giorni presidia prime pagine e homepage con video-messaggi social, missioni da premier (oggi sarà a Caivano) e iniziative governative portate in cdm o disinnescate all’ultimo minuto. Una modalità “pigliatutto” che fa nascere il dubbio possa essere motivata dalla possibilità - ventilata dagli ultimi sondaggi disponibili prima del silenzio - che Fdi pur non perdendo consensi rispetto al 26% delle Politiche, veda avvicinarsi proprio il Pd. Ed è per questo che Schlein ara la Penisola, lancia un canale WhatsApp con le sue note audio e battaglia nei talk televisivi. Vede uno spiraglio.

LO SPIRAGLIO

Lo stesso cercato da Salvini per frenare le velleità di sorpasso di FI. E quindi in equilibrio tra misure salva-casa e anti-autovelox con “Il mondo al contrario” di Vannacci, il Capitano prova pure a governare i demoni che agitano i leghisti. Tutti convocati oggi pomeriggio per il consiglio federale, «una vera e propria mobilitazione generale» prima della manifestazioni di Milano, Bari e Roma. Un’asse geografico lungo cui c’è chi, come Calenda, si sposta condividendo l’auto con chiunque abbia voglia di confrontarsi con lui. Un carrozzone sui generis che, lasciandosi alle spalle lo scooterone di Alessandro Di Battista, il camper di Matteo Renzi e il pullman elettrico di Enrico Letta, fa il paio con la “capramobile” di Vittorio Sgarbi e la spedizione dei Mille al contrario organizzata dal siciliano Cateno De Luca per la sua lista Libertà. L’importante è incontrare gli elettori, dicono tutti. Fuori dai social e fino all’ultimo minuto. La speranza di tutti è che tre più tre finisca con il fare sette anche stavolta, come per Nuvolari.

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