Elezioni comunali 2020, risultati ballottaggi: vincono il Pd e i 5Stelle ma il segnale è la domanda di buoni amministratori

Lunedì 5 Ottobre 2020 di Diodato Pirone

Per il Pd di Nicola Zingaretti i ballottaggi delle Comunali equivalgono alla ciliegina sulla torta delle amministrative: il centro-sinistra ne vince la maggiorparte  anche se al momento in cui scriviamo i dati sono ancora parziali. Il fenomeno è nazionale: i candidati del centro-sinistra passano a Reggio Calabria (e non era scontato); a Chieti, tradizionale roccaforte del centrodestra;  strappano qualche amministrazione alla Lega nell'area di Milano (Corsico, Legnano) e in Toscana (Cascina, il primo comune della regione rossa che passò alla destra), si riprendono Genzano, vicino Roma, che 5 anni fa aveva loro clamorosamente voltato le spalle per passare coi 5 stelle. Semplificando, non è azzardato scrivere che il segnale di buona salute elettorale del Pd emerso dalle Regionali di due settimane fa  trova una conferma anche nell'Italia più profonda.

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Sul piano strettamente politico questi ballottaggi segnano una novità che non va sottovalutata: i 5Stelle - cui con la formula del doppio voto hanno vinto in passato anche a Roma e Torino - questa volta portano a casa un bottino discreto (Matera, Pomigliano d'Arco, Ariano Irpino) grazie però ad alleanze con liste civiche e in alcuni comuni esplicitamente con il Pd.

Dunque, entrambi i partiti di governo festeggiano. E anche questa è una novità epocale per le amministrative italiane. Nelle tornate dell'ultimo decennio, infatti, generalmente chi governava ha registrato solo amarezze dai voti locali. Cinque anni fa c'era Renzi a Palazzo Chigi e a sorpresa tutta una serie di comuni storicamente "rossi", come Perugia, quelli dei Castelli Romani e altri "saltarono" verso il centro-destra e i 5Stelle. 

Questo voto assieme a quello delle regionali è dunque un voto favorevole al governo? Nello stesso Pd, pur festeggiando, si tende a dare una lettura più complessa. Il punto è che gli elettori stanno chiedendo da tempo soprattutto buona amministrazione. Sono finiti i tempi dei voti ideologici o anche solo di protesta. Per questo il centro-destra ha perso là dove ha presentato candidati non considerati all'altezza della sfida dell'amministrazione. Ad Arezzo (o a Venezia) e in tante altre città dove i cittadini hanno considerato i candidati leghisti, di Fratelli d'Italia e di Forza Italia migliori di quelli del centro-sinistra li hanno votati a valanga.

La principale chiave di lettura di questo voto è amministrativa: non basta più essere contro gli immigrati o a favore di un aumento della spesa pensionistica per raccogliere voti a man bassa. Serve una classe dirigente capace di amministrare bene. Chi ne dispone può convincere un elettorato che per le scelte locali e amministrative forse, finalmente, è più maturo, più laico e meno ideologico.

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