Elezioni, con che legge si vota? Cosa è il Rosatellum (e perché può favorire il centrodestra)

L'attuale legge elettorale prevede un sistema misto: in parte proporzionale e in parte maggioritario

Elezioni il 25 settembre: con che legge si vota? Tutto quello che c'è da sapere sul Rosatellum
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Venerdì 22 Luglio 2022, 13:37 - Ultimo aggiornamento: 17:09

Il prossimo 25 settembre gli italiani tornano alle urne. Dopo la caduta del governo di Mario Draghi e lo scioglimento delle camere deciso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli elettori saranno infatti chiamati ad eleggere un nuovo parlamento in autunno questa volta composto solo da 600 tra deputati e senatori (e non più 945) a seguito della riforma costituzionale del taglio dei parlamentari a settembre 2020. Ma con che legge avveranno le nuove elezioni? L'attuale legge elettorale è il "Rosatellum", che prevede un sistema misto: in parte proporzionale e in parte maggioritario. Secondo gli esperti, questo sistema favorisce le grandi coalizioni e i partiti che hanno un alto numero di voti concentrati nella stessa area geografica.

Rosatellum, come funziona 

Il Rosatellum prevede che il 61% dei posti in parlamento (366) vengano assegnati con sistema proporzionale e Il 37% (222) con sistema maggioritario uninominale (quello inglese). Il rimanente 2% (12) è destinato al voto dall'estero ed è assegnato con un sistema proporzionale, con le preferenze.

Il sistema "proporzionale" prevede che in ogni collegio ci siano un certo numero di "seggi" in gioco, e che dopo il voto, questi seggi vengano distribuiti tra i partiti in base alla percentuale dei voti. I candidati entreranno in parlamento "in ordine di lista" (si chiamano "liste bloccate", perchè l'elettore non può esprimere una preferenza, ma sono i partiti a scegliere l'ordine di ingresso nel parlamento).  

Il sistema maggioritario invece si basa su collegi uninominale: ogni collegio elegge un singolo seggio, che viene assegnato al candidato più votato. I partiti presentano un solo candidato.

Il 2% assegnato con sistema proporzionale con le preferenze. I candidati che entrano in parlamento sono scelti direttamente dall'elettore, che può esprimere una preferenza sulla propria scheda. 

Rosatellum già usato nel 2018 

Il Rosatellum (legge n. 165 del 3 novembre 2017) prende il nome da Ettore Rosato oggi presidente di Italia viva. Questo sistema è già stato utilizzato nelle elezioni politiche del 2018, ed è stato approvato dopo che l'Italicum (la legge elettorale approvata sotto il governo Renzi nel 2015) era stato giudicat in parte incostituzionale. Il prossimo 25 settembre verrà utilizzata la stessa legge elettorale del 2018 ma con collegi elettorali diversi (sono stati ridisegnati dal governo Conte nel 2020). 

 

Rosatellum, gli effetti: perchè potrebbe avvantaggiare il centro-destra

Il Rosatellum è un sistema misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario: è proprio nel 31% dei seggi che verranno assegnati con il maggioritario che si nascondono alcuni elementi che possono avvantaggiare (o sfavorire) i partiti. 

Infatti mentre nel sistema proporzionale un partito che ottiene il 30 per cento dei voti riceve circa il 30 per cento dei seggi, nel sistema maggioritario non è sempre così (si dice che ha degli effetti "distorsivi): ad esempio il partito di Boris Johnson ha ottenuto il 43% dei voti ma il 56% dei seggi. 

Nel maggioritario vince chi "conquista più collegi uninominali", quindi il sistema favorisce i partiti che hanno voti concentrati in una sola area territoriale (ad esempio, la Lega in Lombardia). 

Inoltre, è un sistema che incentiva i partiti a creare coalzioni, che però devono essere politicamente compatte. Secondo Giovanni Diamanti, fondatore della società di sondaggi e consulenza YouTrend e Quorum «questa legge elettorale favorisce il centrodestra e soprattutto indebolisce il Pd nel caso non ci sia più il cosiddetto “campo largo”. Le coalizioni divise vengono molto indebolite dal Rosatellum». 

Infine, secondo gli analisti di YouTrend, sulla base degli ultimi sondaggi e della legge elettorale attuale, i partiti di centro destra potrebbero ottenere una vittoria schiacciante e inedita nella storia della repubblica arrivando (in alcune simulazioni) a quasi ai due terzi dei posti in parlamento. 

Nel 2018 l'alto numero di collegi uninominali conquistati al nord dai partiti di centro-destra era stato controbilanciato dal successo del Movimento 5 Stelle in quelli del Sud. Tuttavia è difficile che questa situazione si ripresenti: i partiti di centrodestra potrebbero infatti ottenere la maggioranza relativa anche al sud, sopratutto se Movimento 5 Stelle e Pd si presenteranno divisi. Ottenere tutti (o quasi) i seggi uninominali significa avere il 31% dei seggi in parlamento, una buona percentuale. 

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Soglia di sbarramento al 3% per i partiti 

La legge elettorale fissa delle soglie di sbarramento, percentuali di voto sotto le quali il partito non può entrare in parlamento. Per il Rosatellum i singoli partiti devono prendere almeno il 3% dei voti a livello nazionale, le coalizioni almeno il 10%. 

Le mappe dei collegi per Camera e Senato 

I collegi elettorali vengono definiti per legge. Gli attuali collegi sono stati definiti nel 2020 da Giuseppe Conte che è stato chiamato a ridisegnarli dopo il referendum di settembre 2020 sul taglio dei parlamentari. La mappa completa e aggiornata è consultabile sul sito del Senato.  

Per la Camera l'Italia è divisa in 49 collegi plurinominali, che eleggono con il sistema proporzionale 245 deputati, e 147 collegi uninominali, che eleggono 147 deputati con il sistema maggioritario. 

Per il Senato il paese è diviso in 74 collegi uninominali (che eleggono 74 senatori) e 26 collegi plurinominali, che assegnano 122 seggi proporzionali.

I restanti 12 seggi sono destinati agli elettori all’estero: 8 alla Camera e quattro al Senato. 

Proposte di riforma

Il Rosatellum è stata definita da Enrico Letta (PD) la «peggiore legge elettorale di sempre». Dal 2020 è stata proposta una nuova legge elettorale, chiamata Brescellum dal nome di Giuseppe Brescia, deputato che l'ha proposta o Germanicum, per la somiglianza con la legge tedesca (propone una soglia di sbarramento al 5% per i partiti). La legge è fferma dal 2020 alla Commissione Affari costituzionali della Camera. 

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