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Draghi convoca i sindacati: sul tavolo il decreto Aiuti-bis. Conte: «M5s forza più leale nel governo»

La convocazione di Cgil, Cisl e Uil dopo l'incontro del 12 luglio, durante il quale il premier si era impegnato a organizzare un nuovo faccia a faccia

Draghi convoca i sindacati: sul tavolo il decreto Aiuti-bis. Conte gela il Pd: «Sua agenda lontana dalla nostra»
5 Minuti di Lettura
Sabato 23 Luglio 2022, 19:16 - Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 19:47

Il Premier è dimissionario e l'operatività del Governo limitata alla gestione corrente, mentre le forze politiche alzano il tiro su rivendicazioni e promesse in vista del voto a settembre. Ma l'emergenza economica morde e Mario Draghi tira dritto sul completamento del decreto "aiuti-bis" per contrastare l'emergenza-prezzi, con la convocazione dei sindacati il 27 luglio. L'esecutivo ha convocato telefonicamente per mercoledì alle 10 i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri a palazzo Chigi. 

Governo, Pnrr, armi e nomine: cosa può fare Draghi

Draghi convoca i sindacati a Palazzo Chigi

E al centro del confronto - che sarà seguito da un incontro con le imprese - ci sarebbe il proprio decreto 'aiuti-bis', dopo l'incontro del 12 luglio, durante il quale Draghi si era impegnato ad una nuova convocazione delle sigle a ridosso dell'adozione del nuovo provvedimento, atteso entro la prima settimana di agosto. Una mossa - quella del Premier - che fa seguito all'appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a dare seguito, da parte del Governo dimissionario, agli ultimi provvedimenti di maggiore urgenza per far fronte alla crisi energetica e al suo impatto su famiglie e imprese. Sarebbe confermata - per quello che è conosciuto anche come Dl Agosto con misure sulla falsariga del precedente Decreto Aiuti - una dotazione di circa 10 miliardi. Il salario minimo e un'anticipazione del taglio del cuneo fiscale non sarebbero più nell'agenda dato il carattere 'correntè dei provvedimenti adottabili da parte di un Governo dimissionario. E il pressing dei sindacati riguarderebbe l'urgenza di misure strutturali. Nell'agenda il taglio dell'iva sui prodotti del 'carrello della spesà, in alternativa all'ipotesi di riproporre per un ulteriore mese il bonus da 200 euro, oltre alla proroga al 31 dicembre del contributo sulle bollette di luce e gas e il credito di imposta per le imprese energivore. 

 

Il decreto Aiuti

«La mia proposta proposta è quella di tagliare l'Iva sui prodotti alimentari e dei beni di prima necessità, utilizzando l'extragettito», ha detto stamani il ministro della P.a Renato Brunetta. «Mi batterò perché il carrello della spesa di questi prodotti sia lo stesso» e del resto «gli affari correnti in un momento eccezionale sono strumenti eccezionali: guerra, inflazione, energia sono fatti eccezionali e quindi il governo per come per come è stato concordato anche con il Capo dello Stato avrà i poteri per rispondere ai problemi eccezionali: avremo tutti i poteri, tranne quello di poter mettere la fiducia». Il messaggio è che l'emergenza non può aspettare il voto: servono «risposte subito. Ci aspettiamo che ci sia un intervento immediato per utilizzare i 10 miliardi a favore di lavoratrici, lavoratori, pensionati e pensionate», aveva dichiarato ieri, PierPaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil. Un richiamo alle necessità immediate mentre la campagna elettorale già corre. «L'agenda Draghi da voi invocata ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente», ha tuonato oggi riferendosi al Pd il leader del M5s Giuseppe Conte. Poche ore prima l'ex premier Silvio Berlusconi aveva rilanciato l'aumento delle pensioni a mille euro al mese, vecchio cavallo di battaglia i cui costi sono stimati in oltre 10 miliardi l'anno, con oltre sei se si aggiungono gli assegni sociali. Il leader della Lega Matteo Salvini promette la sostituzione della legge Fornero, che tornerebbe operativa nel 2023, con 'quota 41'. Una contesa politica che culminerà in vista del voto il 25 settembre, rischiando il corto circuito con la presentazione della Nadef entro il 27, e poi il varo della manovra il 20 ottobre. Fra paletti più stretti dati dal rialzo dei tassi Bce, che rende più costoso il debito italiano, e dalla crisi che mette in bilico un obiettivo di crescita del Governo fissato a oltre il 3%: l'Istat pubblicherà la prossima settimana i dati sul Pil nel secondo semestre, e il percorso di rientro del debito non concede molti margini. Il Governo, poi, tira dritto anche sul cronoprogramma del Pnrr e punta a chiudere sul Dl concorrenza: sarà il Governo Draghi a rispondere alle valutazioni dell'Ue sugli obiettivi del primo semestre per accedere alla rata da 24,1 miliardi, mentre resta da capire se ci saranno difficoltà sugli obiettivi ai 31 dicembre, da conseguire per un'altra rata da 21,8 miliardi. Tutto dipenderà dalla prossima maggioranza e futuri intoppi - lo stralcio dei provvedimenti su taxi e balneari è un assaggio - rischiano di compromettere non solo l'esborso dei fondi, ma anche lo 'scudò anti-spread della Bce, che fra le proprie condizioni pone proprio i programmi concordati con 'Ue.

Conte gela il Pd

Intanto il leader del M5s, Giuseppe Conte, gela il Pd. «E' vero, Enrico. L'Italia è stata tradita quando in Aula il Premier e il centrodestra, anziché cogliere l'occasione per approfondire l' agenda sociale presentata dal M5s, l'hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte. "L'agenda Draghi" da voi invocata ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente». Così in un post l'avvocato ha replicato ad un post di Enrico Letta e del Pd su «l'Italia tradita». E poi intervenendo in videoconferenza all'Assemblea dei militanti calabresi del partito, svoltasi a Lamezia Terme: «Il Movimento 5 stelle è stata la forza più leale all'interno del governo. Ma il nostro dovere è di rispondere alle esigenze del Paese». «Tutti ora - ha aggiunto - vorrebbero scaricare su noi le loro responsabilità e la crisi che si è determinata. Ci hanno voluto mettere in difficoltà scientemente tenendoci fuori, ma noi andiamo avanti. Abbiamo il coraggio, la forza e l'onestà di camminare a testa alta. Proseguiremo soltanto se potremo continuare a lavorare per le necessità dei cittadini».

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