Draghi, l'incaricato d'affari Usa Smitham lascia Roma: «Con la sua guida Italia più forte di sempre»

«Italia-Usa, relazioni mai così solide. La leadership dell'attuale premier è stata determinante per grandi scelte»

Smitham, l'incaricato d'affari Usa Smitham lascia Roma: «Con la guida di Draghi Italia più forte di sempre»
di Nicola Pinna
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Domenica 17 Luglio 2022, 07:23 - Ultimo aggiornamento: 17:32

Come andrà a finire la crisi di governo in Italia, se Mario Draghi accetterà di restare ancora al suo posto o se a Palazzo Chigi arriverà qualcun altro, Thomas Smitham probabilmente lo scoprirà direttamente da Washington. Anche perché i tempi per riportare un po' di calma tra gli schieramenti politici sembrano essere tutt'altro che immediati. Per il rappresentante diplomatico di Biden a Roma il mandato è arrivato agli ultimi giorni: si torna a casa dopo tre anni in via Vittorio Veneto. Tra pandemia, guerra e crisi energetica, per l'incaricato d'affari degli Stati Uniti il lavoro non è mancato affatto. Sul terremoto politico di questi giorni la Casa Bianca ha già fatto circolare una posizione più chiara che mai, ma Thomas Smitham usa la cautela tipica dei diplomatici. E alle domande risponde con una premessa che considera irrinunciabile: «Di solito non commentiamo le questioni di politica interna. Rispettiamo e sosteniamo il processo costituzionale».

Da Washington è arrivato l'auspicio perché Draghi ci ripensi: è una posizione che deriva dal ruolo che il governo italiano ha svolto negli ultimi mesi?

«La leadership dell'Italia sotto la guida di Mario Draghi è stata determinante per assumere impegni molto ambiziosi sul clima alla Cop26, per dare una risposta senza precedenti alla guerra della Russia in Ucraina, e per fare avanzare gli interessi di Stati Uniti e Italia nel Mediterraneo».

Negli ultimi anni il governo italiano è cambiato più volte. Le relazioni Usa-Italia hanno patito questo alternarsi?

«Ho potuto constatare di persona che le relazioni sono forti e si fondano su valori condivisi: democrazia, diritti umani, libertà di espressione, prosperità economica. Ho avuto il piacere di lavorare con rappresentanti di ogni schieramento politico».

Quando lei è arrivato in Italia alla Casa Bianca c'era Trump, poi è arrivato Biden: come sono variati i rapporti con il cambio di amministrazione?

«Dobbiamo guardare alle relazioni fra Stati Uniti e Italia in un'ottica di lungo periodo.  I legami sono sempre stati forti, ma mai come in questo momento. L'anno appena trascorso è stato un anno straordinario. Abbiamo lavorato insieme affrontando sfide complesse ma vivendo anche momenti positivi, come il G20 e diverse visite di alto livello, non solo quelle del presidente Biden e del presidente Draghi».

Ora la guerra, prima l'incubo del Covid: quanto sono stati impegnativi questi anni di lavoro a Roma?

«Lavorare con i partner italiani come capo dell'Ambasciata americana è stata davvero l'esperienza più gratificante della mia carriera, sia a livello professionale che personale. Quello che rende tanto soddisfacente lavorare qui è il livello di collaborazione nell'affrontare le sfide comuni».

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Il presidente Biden ha annunciato l'aumento del sostegno degli Stati Uniti alla Nato anche attraverso nuove installazioni di difesa in Italia. Qual è la tempistica dell'attuazione di questo piano?

«Gli Stati Uniti stanno collaborando con gli altri alleati della Nato per attuare rapidamente il piano con l'obiettivo di soddisfare le esigenze dell'Alleanza. Questo comprende il posizionamento di ulteriori unità di difesa aerea qui in Italia. Ci coordineremo ulteriormente con i nostri alleati italiani per garantire che il territorio italiano sia sicuro e che possa essere difeso da qualsiasi minaccia».

Quale ricordo personale e professionale della vita a Roma porterà sempre con sé?

«Mi mancheranno tante cose della vita a Roma, dal caffè agli amici. Porterò nel cuore il periodo trascorso qui. A livello personale, ricorderò il Giro d'Italia, visto che il ciclismo è una delle mie passioni. Altro momento indimenticabile è stato il ricevimento per la Festa dell'Indipendenza che si è svolto in Ambasciata nelle scorse settimane: il primo in presenza dopo due anni di lockdown. Ma soprattutto ricorderò la gentilezza e l'affetto del popolo italiano».

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