COVID

Dpcm sport, caos allenamenti individuali: arriva il sì di Conte. Sollievo per le scuole calcio

Mercoledì 28 Ottobre 2020
1

Il nuovo Dpcm scatena il caos nel mondo dello sport. Dopo una serie di botta e risposta, tra smentite e conferme, sembra finalmente arrivare l'ok da parte del premier Giuseppe Conte sulla questione degli allenamenti indiviuali degli sport di contatto all'aperto. È quanto è emerso dall'incontro, avvenuto alla Camera dopo il question time, tra il primo ministro e il deputato Simone Valente, delegato del M5S allo Sport.

Valente aveva chiesto al capo del governo di chiarire quella che - ha spiegato - nel mondo dello sport era apparsa come un'incongruenza: «il Viminale, nella sua ultima circolare, smentisce quanto prevedevano le faq del ministero dello Sport, vietando la possibilità di allenamenti all'aperto». Conte avrebbe però sottolineato che, l'interpretazione esatta, è quella del sì alla possibilità, anche nel settore dilettantistico, di allenamenti in forma individuale. «Palazzo Chigi lo dovrebbe comunicare», ha spiegato ancora il deputato M5S. La questione poi è stata chiarita anche nelle faq del ministero ( al numero 24).

«Le sospensioni sono da riferirsi esclusivamente alle attività ludico-amatoriali svolte al chiuso. Nei centri sportivi e circoli all’aperto è possibile svolgere attività motoria e di sport di base in forma individuale e nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento - si legge nel chiarimento del ministero -. Per quanto attiene gli sport di squadra e gli sport da contatto, nei medesimi luoghi all’aperto è possibile svolgere allenamenti in forma individuale, assimilabili alle attività sportiva di base o all’attività motoria in genere, sempre nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento».  

Covid, Conte alla Camera: «In Italia scenario di tipo 3. Senza misure epidemia ci sfugge di mano»

Nuovo Dpcm, caos allenamenti individuali

Nel pomeriggio c'era stata una parziale retromarcia da parte del Governo sull'esercizio delle attività sportive. Dopo l'emanazione dell'ultimo di Dpcm finalizzato a contenere il contagio da Covid, era sembrato, infatti, che pur fermando i campionati di carattere regionale, nelle strutture che restavano aperte, fosse concessa agli atleti la possibilità di allenarsi, naturalmente in forma individuale, mantenendo le distanze di sicurezza ed evitando assembramenti. 

Dpcm, che sport posso fare? No alla danza, sì al tennis: il governo risponde agli atleti

Tale interpretazione, relativa agli sport di contatto all'aria aperta, si evinceva anche dalle Faq, le domande frequenti diffuse dal ministero dello Sport, lo scorso lunedì: «Fermo restando il distanziamento ed il divieto di assembramento, è possibile svolgere allenamenti a livello individuale in centri sportivi, circoli e altri luoghi all’aperto - si legge nel documento che al momento risulta essere in aggiornamento - Non è quindi possibile fare partite di allenamento o altre attività che prevedono o possono dar luogo a contatto interpersonale ravvicinato, ma è possibile l’allenamento individuale come attività motoria». 

 

Scuole Calcio

Salve le società dilettantistiche di sport all'aperto, le quali si erano trovate davanti all'incubo di uno stop alle loro attività. Nella serata di ieri, infatti una circolare inoltrata ai prefetti dal ministro dell'Interno andava in direzione opposta, vietando oltre alle partite anche gli allenamenti individuali di atleti non partecipanti a competizioni nazionali, settori giovanili inclusi: «Sempre per tali attività sportive vengono sospese non solo le gare e le competizioni ludico-amatoriali - c'è scritto nella comunicazione - confermando quanto già disponeva il precedente Dpcm, ma altresì tutte le altre attività connesse, praticate a livello dilettantistico di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento; sicché sono ricomprese nella generale sospensione anche le attività di allenamento svolte in forma individuale». 

 

I pareri evidentemente discordanti, avevano condotto molte società a sospendere immediatamente ogni attività, in attesa di ulteriori chiarimenti. Emblematico, in tal senso, il documento inoltrato dalla Federazione italiana Rugby, in cui, elencante le discordanze, si coglie l'occasione per chiedere scusa ad atleti ed affiliati: «Ci scusiamo per il caos che regna all'interno del mondo dello sport, non appena avremo indicazioni dalla presidenza del Consiglio dei ministri, sarà nostra premura inoltrarle». Ora che il premier ha fatto chiarezza su questa incongruenza, le società possono tirare un sospiro di sollievo. 

Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 13:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA