ELEZIONI EMILIA ROMAGNA

Regionali, dall’Emilia stop alla Lega. Conte: «Salvini al citofono indegno». Pd avverte M5S

Lunedì 27 Gennaio 2020
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Elezioni Emilia Romagna, il Pd a M5S: adesso nuovi equilibri

Emilia Romagna al centrosinistra, Calabria al centrodestra: questo il risultato delle elezioni regionali, che vedono il pd Bonaccini superare la leghista Borgonzoni e la forzista Santelli trionfare sull'imprenditore Callipo. Crollo di M5S in entrambe le regioni. «Si sta tornando a un sistema bipolare», sottolinea Zingaretti. Conte continua a lavorare per il rilancio dell'Italia, affermano da Palazzo Chigi. Affluenza record in Emilia Romagna, al 67,7%; stabile in Reggio Calabria, al 44,3%.

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Conte: indegno citofonare a singoli cittadini. Parla anche Giuseppe Conte. «Non era un voto sul governo: non cambio idea oggi. C'è chi ha tentato di costruire questa impostazione ed è rimasto evidentemente deluso». Ma «io ritenevo questa impostazione impropria ieri e la ritengo impropria oggi». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte commentando il voto delle regionali con i giornalisti al Quirinale. «È indegno andare in giro a citofonare additando singoli cittadini. Mi ricorda pratiche oscurantiste del passato: è un dagli all'untore che non possiamo accettare, tantomeno da chi per 15 mesi ha fatto il ministro dell'Interno e aveva una grande responsabilità di perseguire quei reati e ora ha una grande responsabilità come leader d'opposizione. Sono scorciatoie che non possiamo accettare». Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando fuori da Palazzo Chigi. «Non ho cambiato idea: avevo detto che sono appuntamenti elettorali regionali anche se per carità possiamo anche dare loro dei significati politici. C'è stato chi ha inteso fare di questo appuntamento elettorale, impropriamente, un referendum contro o pro il governo nazionale. Mi riferisco a Salvini che esce il grande sconfitto di questa competizione. I cittadini lo hanno inteso come referendum su di lui». Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando fuori da Palazzo Chigi.

Salvini: «Conte lavori per il Paese, non per odio verso di me». «Leggo che anche oggi il signor Conte passa il tempo ad attaccarmi e a dire che deve lavorare per contrastare me e le destre. Gli ricordo che deve lavorare per il bene degli italiani, non perché odia qualcuno. Chi vive di rabbia e di rancore vive male, poverino. Camomilla per Giuseppi!». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
 


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Il giorno dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, si apre una nuova fase politica. «È giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l'asse politico del governo su molte questioni. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l'attività di governo. Ad esempio, sulla questione della giustizia dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c'è stata finora». Lo afferma il vice segretario del Pd Andrea Orlando a Circo Massimo su radio Capital parlando del governo.

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Per il Movimento 5 Stelle il voto in Emilia Romagna «è un po' il risultato di un movimento che non ha più fiducia in sé stesso». A dirlo la sindaca di Torino Chiara Appendino. «È da lì che dobbiamo ripartire - aggiunge -, nel senso che dobbiamo ritrovare l'orgoglio di appartenere alla comunità del Movimento ritrovandoci sui temi che ci uniscono».

«I numeri, come quelli venuti fuori dalle regionali in Emilia Romagna e in Calabria, sono un'indicazione importante su cui riflettere, e lo si farà certamente durante gli stati generali del M5s di marzo, ma non possono essere un dato su cui fondare speculazioni in merito al futuro del MoVimento, del Governo o del Paese. L'Esecutivo nazionale sta continuando a lavorare, con un orizzonte fino al 2023, per portare a termine le riforme in programma». Così in un post il ministro M5s Federico D'Incà che ringrazia i candidati Simone Benini e Francesco Aiello per il «lavoro svolto».

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Ultimo aggiornamento: 15:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA