Ai dipendenti pubblici destinati 540 milioni: in arrivo il mini-bonus

Mercoledì 17 Ottobre 2018 di Andrea Bassi
Uno stanziamento di 540 milioni di euro per il comparto del pubblico impiego. È quanto inserito dal governo all'interno del «Draft budgetary plan», il documento sulla manovra inviato alla Commissione europea. I soldi non serviranno però, ad avviare i negoziati con i sindacati per il rinnovo del contratto (quello appena siglato scade a fine anno). Saranno invece sufficienti a confermare il cosiddetto «elemento perequativo», il mini-bonus da circa 20 euro mensili riconosciuto dall'ultimo contratto a tutti i dipendenti pubblici con un reddito inferiore a 26 mila euro. Questo mini-bonus, tuttavia, aveva una data di scadenza. Il precedente governo aveva finanziato la voce soltanto fino alla fine di quest'anno. A gennaio, insomma, i dipendenti pubblici avrebbero rischiato, per la prima volta, di vedersi le buste paga tagliate in automatico. Rischio che dovrebbe essere scongiurato.

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LE REAZIONI
Sul punto, tuttavia, i sindacati hanno espresso ieri qualche dubbio. In una nota congiunta i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, hanno chiesto chiarezza sulle risorse per il rinnovo del pubblico impiego e hanno chiesto al ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno di essere convocati «con urgenza e dare avvio al percorso per il rinnovo dei contratti pubblici». Dal documento programmatico di bilancio 2019 hanno aggiunto, «non si capisce il governo cosa intenda, tra le misure previste per il pubblico impiego, per risorse finalizzate alle assunzioni e alle code del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Per noi», hanno detto i sindacati, «le rivendicazioni sono chiare e le abbiamo già indicate al ministro, ovvero la stabilizzazione dell'elemento perequativo, il finanziamento del nuovo sistema di classificazione e la valorizzazione professionale, il rinnovo dei contratti pubblici per il triennio 2019/2021».

Una voce fuori dal coro, invece, è quella del segretario dell'Ugl, Paolo Capone. «Mi sembra», ha detto, «che il disegno di legge di bilancio, approvato dal consiglio dei ministri, vada nella giusta direzione. Non mi riferisco», ha aggiunto, «solamente allo smantellamento, a tappe, della Legge Fornero, con l'introduzione di quota 100, è importante aver stanziato 15 miliardi per i prossimi 3 anni al fine di rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nel settore delle infrastrutture, e aver previsto un piano straordinario di assunzioni nelle forze dell'ordine per garantire maggiore sicurezza a tutti i cittadini».
Quota 100, ossia il pensionamento a 62 anni con 38 di contributi, avrà un importante impatto nel settore statale. È prevista l'uscita di 147 mila dipendenti pubblici con un impatto rilevante in alcuni settori, come quello della sanità e della scuola. A fronte di questo il governo sbloccherà totalmente il turnover e varerà un piano straordinario di assunzioni.
  Ultimo aggiornamento: 07:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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