M5S, Di Maio all'attacco: «Non saremo mai un partito». E su Salvini: «Matteo chieda scusa a Ilaria Cucchi»

Venerdì 15 Novembre 2019
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«Tutti dicono: Di Maio alza troppo la voce, vuol far cadere il governò, io alzo la voce non per farlo cadere, quando alzo la voce e per ottenere risultati, quando il M5S alza la voce e perché vuole ottenere risultati e qualcuno non glielo vuol far fare». Lo dice Luigi Di Maio nel corso di una diretta Facebook. «Ora c'è un emendamento in Parlamento che vuole abolire il carcere ai grandi evasori, spero sia solo una provocazione - dice ancora Di Maio - È giusto alzare la voce quando vogliono spazzare via un punto di programma che gli elettori ci hanno affidato, per noi quel punto di
programma è sacro».

Il leader M5S torna anche a parlare delle dinamiche interne al Movimento: «Non diventerà mai un partito» e chi vuole che si trasformi in un partito «non ha che da scegliere uno dei tanti partiti che ci sono, ne nasce uno ogni giorno, oggi quello di Calenda». Il capo politico grillino, inoltre, annuncia anche che d'ora in poi tornerà di più a parlare in televisione e uscirà dal Palazzo.

Infine, da Di Maio ecco due stoccate verso la Lega. La prima è per il governatore del Veneto Luca Zaia: «Non è stato bello vedere il governatore del Veneto andare ieri a un comizio elettorale a Bologna e dire 'sarei arrivato anche a nuoto».  E infine interviene sulla condanna dei due carabinieri per l'omicidio di Stefano Cucchi: «Salvini, non puoi dire che la sentenza su Cucchi dimostra che la droga fa male. Cosa significa? Che se uno sbaglia nella vita deve essere pestato a morte? Credo che sarebbe meglio porgere le scuse...». «Ieri abbiamo appreso una bella notizia - dice - la condanna dei carabinieri che avevano pestato a morte Stefano Cucchi. Credo che la giustizia sia arrivata troppo tardi, ma voglio mandare un abbraccio alla famiglia e alla sorella» di Stefano che «hanno sempre combattuto
ed è grazie a loro se siamo arrivati ad una sentenza». Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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